“Memorie scritte da lui medesimo” di Giacomo Casanova (Garanzi)

di Stefania Nascimbeni

Memorie scritte da lui medesimo - Giacomo Casanova - copertina

Giovanni Giacomo Casanova nasce a Venezia il 2 aprile 1725, da padre incerto, dal matrimonio di Gaetano Casanova e Zanetta Farussi, entrambi attori di teatro. Ma il suo tutore è l’abate Alvise, fratello del nobile Michele Grimani, che non lo riconosce come figlio.

La sua vita è segnata fin dall’inizio da gravi abbandoni e cambi d’abito: entra in seminario negli anni della gioventù, ma la vocazione clericale non dura a lungo, perché è proprio qui che scopre il piacere femminile. Passa alla storia la sua avventura di letto con due suore. Tutto parte da un paio di calze, le sue, che la prima donna con la quale egli giace gli sfilerà con lentezza e gli farà perdere la testa; da lì in poi la sua ricerca del piacere diventerà pressoché assoluta, quasi ossessiva, tanto da diventare la parte essenziale delle sue giornate. Non è un piacere fine a se stesso, però, egli si innamora davvero di ciascuna delle sue amanti, in ognuna di loro c’è qualcosa di buono, magico, ma mai durevole. Se ne stanca presto. Ogni volta è già pronto per l’avventura successiva, alla quale continua a concedersi con totale devozione, perché ci crede veramente. Ben diverso da Don Giovanni, che le seduce e abbandona: Casanova le ama per davvero, le ama tutte e intensamente.

In realtà Giacomo è un intellettuale, ha delle ambizioni, vuole diventare famoso, ha sete di riscatto sociale, ma è fortemente condizionato dall’approvazione inconscia della figura materna con la quale ha sempre avuto un rapporto difficile. Anche la mancanza del vero padre ha avuto il suo peso, logicamente. Ma nel suo DNA c’è la vocazione al teatro… gli viene bene quasi tutto nella vita, non perché sia dotato di chissà quale talento, ma proprio per quella sua abilità che è tutta sua, un vero talento, nel cambiare “maschera” e investirsi di un ruolo diverso da un momento all’altro. Casanova è il mago del travestimento, dei sotterfugi e dei pasticci.

(la recensione prosegue a p.2)

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