“Le italiane. Il paese salvato dalle donne” di Aldo Cazzullo (Solferino)

È vero però, dobbiamo ammetterlo, che la società odierna vive ancora sotto una visione prevalentemente patriarcale. Negarlo sarebbe altrettanto stupido. C’è però da dire che la sensazione che si percepisce è quella di un castello di sabbia che stia per crollare. I tempi per il cambiamento sono maturi. La consapevolezza di far parte di un paese che ha le carte in regola per cambiare è in tutti noi, resta solo da innescare la scintilla che possa far detonare il peso di una gerarchia che ancora cerca di negare alla donna lo spazio che merita. Gli esempi che troviamo nel libro sono funzionali a questa imminente voglia di cambiamento. A tutti i livelli, in ogni settore, ci sono esempi virtuosi che ci indicano come le donne non abbiano (forse mai) avuto nulla di meno, e che i loro risultati siano sempre stati solo figli di un lotta dura per arrivare a conquistare non la Luna, ma il minimo di quello che avrebbero meritato. Ovvero quello che per l’uomo è il “minimo sindacale”.

In tutto questo, che ruolo deve avere l’uomo?

Questa è la domanda che mi sono posto alla fine della lettura. Credo che la risposta sia univoca. La battaglia contemporanea contro la discriminazione femminile deve per forza di cose contemplare anche l’uomo, è finito il tempo delle divisioni, non c’è spazio per una visione “di parte”, la visione deve essere necessariamente unilaterale e condivisa tra i sessi.

“Le italiane, le donne che hanno salvato il paese” è anche un libro che parla diverse lingue, tra loro legate in modo indissolubile. L’amore, in ogni sua forma e declinazione, la storia ma anche il futuro e neanche troppo tra le righe di speranza. È un libro che quindi guarda al domani, partendo dall”idea che l’oggi faccia già parte del passato. E guardando proprio al passato, siamo cresciuti con il triste detto che ci ricordava come dietro ad ogni grande uomo ci fosse una grande donna, senza accorgerci che la figura della donna da questo quadretto non ne usciva minimamente rinforzata, anzi. Emergeva o meglio si rinforzava l’idea che la donna dovesse stare sempre un passo indietro rispetto all’uomo, nell’ombra. Non proprio un grande successo.

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