“La spiaggia degli affogati” di Domingo Villar (Ponte alle Grazie)

#grandangolo di Marco Valenti

La spiaggia degli affogati

“Spesso aveva incrociato gli occhi di un assassino e sapeva che erano identici a quelli di una persona qualsiasi. Il crimine è proprio dell’indole umana. Chiunque potrebbe uccidere”.

Questo l’incipit che ho scelto per provare a raccontare “La spiaggia degli affogati” di Domingo Villar, recentemente pubblicato dai tipi di Ponte alle Grazie e tradotto da Simone Cattaneo. Il romanzo è il secondo della saga dedicata all’ispettore galiziano Leo Caldas e segue di un anno il precedente “L’ultimo traghetto”. In un mattino di ottobre, quando i turisti sono solo un ricordo e sulla costa regnano solo quiete e silenzio, l’oceano restituisce il cadavere di un pescatore. Sembrerebbe un annegamento come tanti dal momento che è stato visto uscire in mare il giorno prima, e che oltre a non avere ancora fatto ritorno anche la sua imbarcazione sembra essere svanita nel nulla, ma il corpo ha le mani legate e presenta un evidente colpo alla nuca. Le mani sono legate con una fascetta, espediente solitamente usato dai suicidi per evitare di cambiare idea all’ultimo istante. Oltretutto dal passato dell’uomo emergono tossicodipendenza e una strana vicenda che lo vide miracoloso superstite di un naufragio avvenuto in zona una decina di anni prima.

Il caso viene assegnato all’ispettore Caldas, galiziano da più generazioni, accompagnato dal suo vice Estevez, aragonese di Saragozza. Una coppia in apparenza inconciliabile, ma che proprio nelle differenze, nelle tradizioni e nella distanze trova il giusto amalgama che ne fortifica il legame. Due personalità opposte che vivono una contrapposizione ideologica, caratteriale e comportamentale con intelligenza e rispetto.

Siamo a Panxón, un piccolo borgo marinao a sud di Vigo, un tempo dedito alle pesca che ha invece oggi puntato sul turismo estivo. Ennesima delle mile contraddizioni che Villar fa emergere ogni qual volta ci racconta la Galizia, nelle sue diverse incarnazioni, nelle sue diverse anime. Una terra in cui gli esseri umani, coi loro sogni e le loro debolezze nascono vivono e muoiono in simbiosi con il mare, grande padrone di questa terra.

(la recensione prosegue a p.2)

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