“L’invenzione della felicità” di Benedetta Gargano (Solferino)

L' invenzione della felicità - Benedetta Gargano - Libro - Solferino - | IBS

#grandangolo di Marco Valenti

Benedetta Gargano, autrice e sceneggiatrice, ma anche grande appassionata di cucina, cuoca e food blogger, arriva finalmente al debutto letterario. E lo fa grazie alla nonna Elisa, quasi centenaria. È il suo ingresso nel piccolo appartamento dove Benedetta e il marito vivono, a portarla a trasformare quello che era un semplice diario online in un romanzo vero e proprio.

L’inatteso arrivo della nonna determina uno stravolgimento delle consuetudini e delle prospettive al punto che il microclima che negli anni Benedetta è riuscita a creare in famiglia va a farsi benedire. Nonna Elisa, altrimenti destinata alla Casa di Riposo dopo una caduta, irrompe nella vita della coppia scombinando tutti i piani. La sua dinamicità, in netto contrasto con l’anagrafe che la vorrebbe quantomeno remissiva se non inferma, è la scintilla che fa deragliare il matrimonio di Benedetta, retto dalla routine e dall’assenza di sogni più che dalla passione. Tenace ed ironica, nonna Elisa, conquista con la semplicità di chi ha le idee chiare su che cosa sia la vita e su come vada vissuta per non rimanere schiacciati dal peso dei rimpianti. L’esatto contrario della nipote, che, nonostante i successi professionali in ambito televisivo, non riesce a sentirsi realizzata come donna. Vive in modo rituale, senza eccessi, senza dare spazio a quelle che sono le sue reali esigenze, al punto che ha smesso anche di curare il proprio aspetto fisico.

La tanto attesa scossa arriva e finalmente Benedetta può iniziare a riprendere in mano la propria vita, e cercare quella felicità che le manca. Arriva il momento di salutare per sempre l’autostima carente, le insicurezze, la malinconia, e tutti i suoi abituali compagni di vita, per provare a guardare al domani con rinnovato entusiasmo. Nel momento in cui si rende conto di essere in possesso della forza per cambiare Bendetta diventa inarrestabile, la sua mutazione è costante, e a tutti i livelli. Diventa finalmente quella donna che avrebbe sempre voluto essere. Le giornate, un tempo declinate secondo il medesimo e statico copione ora assumono una sostanza nuova, rinnovata. Benedetta colora una vita che stava avviandosi verso uno stanco bianco e nero, fino al punto che del suo mondo di un tempo non c’è più traccia.

(la recensione prosegue a p.2)

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