“Cuore di rabbia” di Marina Visentin (SEM)

Giulia Ferro, 40 anni, è stata nominata vicequestore, una carica a cui ambiva da tempo, ma per ottenerla è costretta a tornare a Milano. Città che odia e che ha cercato di dimenticare. A poco vale che il capoluogo sembri cambiato,  con più  grattacieli, colori e turisti e la soddisfazione di aver trovato un appartamento luminoso al 7° piano in un palazzo ben servito da ristoranti e negozi.  Ha traslocato da 2 anni e non ha ancora aperto tutti gli scatoloni. Alla questura centrale di via Fatebenefratelli ha faticato anche a sopportare Alfio Russo, uno che si sforza di fare il simpaticone con battute e barzellette che non fanno ridere nessuno, che a sua volta  è stato convinto  di avere a che fare con una stronza che non ride mai. Fortunatamente  i  rapporti nel tempo si sono smussati e adesso i due si capiscono al volo e si rispettano. E anche se  per Giulia, Milano, resta una ferita che non si chiude, il lavoro contribuisce a tenerle la mente occupata.  Stavolta  dovrà investigare sulla morte della ricca suocera di un famoso  assessore regionale, il cui cadavere è stato rinvenuto decapitato e bruciato in una radura fuori città. I primi a essere interrogati sono i famigliari tra cui non corre buon sangue. Il caso le  riporta  alla mente l’omicidio irrisolto  di un’amica universitaria ventiduenne, rinvenuta   carbonizzata a suo tempo nei pressi del Lago Maggiore. Si chiamava Letizia Giorgi, aveva solo 22 anni e non si è mai trovato l’assassino. Quando l’hanno trovata avevano addirittura   pensato a una prostituta a cui avessero messo una catenina col suo nome. Il corpo era irriconoscibile.  Poi   perché una studentessa di 22 anni, fidanzata e di buona famiglia, avrebbe dovuto  far fuori un’altra donna per  scomparire la vigilia di Natale? Venne  trovata davanti a Villa Guadagni sul Lago Maggiore, sotto un albero di cachi. C’era un motivo per lasciarla lì in bella vista, piuttosto che nel bosco vicino?

Da qualche giorno Letizia  appare in sogno a Giulia in sogni colorati e surreali e il vicequestore decide di  indagare sul caso che non le compete Quando si reca sul posto   riconosce i posti anche se non c’è mai stata e parla con Don Marco, il prete che a suo tempo aveva fornito l’elenco degli ospiti della Villa, tutti  tossicodipendenti che seguivano la terapia di un noto psichiatra milanese che rilasciava continuamente interviste. La  cura  consisteva in un costoso cocktail di farmaci dalla composizione sconosciuta…

Starà a Giulia Ferro risolvere entrambi i casi.

Un thriller che indaga nell’anima e su un passato che si svela lentamente, per un’autrice da scoprire come sottolinea sulla copertina del libro anche Maurizio De Giovanni.  Paola Rambaldi

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