“Come gigli di mare tra la sabbia” di Lucia Guida (Alcheringa)


Poi anni  con una costante, fedele presenza e grande scrupolo per garantire il buon andamento del condominio, sempre gestendo con discrezione  il microcosmo umano che lo abita,  ha assistito al quotidiano  pacato scorrere del tempo.  Sempre partecipe,  riservato,  spettatore  dell’ alternarsi  di storie, vite, destini e speranze altrui.  Poi pian piano qualcosa è cambiato, innestando una serie di cambiamenti lungo le scale o dietro i portoni degli appartamenti, protetti da serrature di sicurezza.  All’inizio una cosa  lenta, quasi impercettibile ma che presto ha  accelerato prendendo  velocità e man mano tutto mutava, trasformandosi quasi in una valanga.
Il primo piano intanto,  da appartamenti condominiali si è trasformato in un grande studio legale, con l’arrivo di  nuove, diverse presenze. Il figlio dei signori Fantoni si è trasferito per lavoro  in Giappone.
Poi  cos’altro?  Ma sì certo la signorina Mariele Vicenzi è morta. E con la supervisione di Michele, ormai più guardiano che portinaio, i nipoti stanno facendo vuotare l’appartamento, insomma è in corso un trasloco, devono ancora accordarsi tra loro ma  pensano di affittare… 
Diamo un’occhiata più approfondita al palazzo, ammirando i pregiati marmi e le belle rifiniture, approfittando del fatto che Michele ha chiesto alla moglie Elvira di consegnare il foglio per la convocazione condominiale. Foglio che ci permetterà  di conoscere al  primo piano  Elena Valente, giovane segretaria in uno studio legale, efficiente nel lavoro ma,per educazione e abitudini non ancora pronta ad accettare legami affettivi. Ma chissa?  Mai dire mai,la vita e il destino talvolta possono  riservare delle sorprese. 
Poi saliremo con Elvira al secondo piano dove nel vecchio appartamento della signorina Vicenzi  si è trasferito  da solo il nipote Mattia, bel ragazzo, studente benestante, fuori corso, sregolato ma simpatico e a conti fatti bene educato ma, visto che non risponde al campanello, lei farà scivolare la convocazione sotto la porta.  Mentre  la porta di  fronte si apre subito, al primo squillo. Elvira  può consegnare il foglio  a mano a Serena De Dominicis, la bella quarantaduenne  blogger freelance, che ci abita con il marito e tira eroicamente avanti  da anni, in un traballante ménage domestico familiare.  E forse,  ma questo Elvira non lo saprà,  tornando tardi quella sera  dopo una solitaria cena da amici, Serena  darà un mano a Mattia  che, per distrazione uscito senza chiavi, è rimasto chiuso fuori casa. E la sua buona azione  si trasformerà  nella spinta  che le darà il coraggio di prendere delle decisioni.  
Il veloce passaggio per la consegna della convocazione  al terzo piano le farà appurare  che  purtroppo la demenza senile di Lina Fantoni, convinta che si attenti alla sua pace coniugale,  sta irrimediabilmente guastando un lungo matrimonio felice con Arturo  mentre nell’appartamento di fronte,  dei Grannonio,  suo marito Michele,  impegnato nell’ennesima riparazione idraulica dell’impianto ormai vetusto,   ha già provveduto a portar  loro  il foglio condominiale.
Un gruppo di quattro donne artefice del cambiamento:  Elena, Serena, Lina e naturalmente Elvira, moglie di Michele, donna aperta e di gran  cuore, che ha sempre impegnato  tutta se stessa  per dare aiuto  al marito, ma ora decisa a cambiare la loro vita,  si trasformeranno nella  punte di diamante  del romanzo,  sono loro che l’autrice analizza ciascuna a suo modo e nel rispetto della propria natura e 
 definisce  i  gigli di mare,  solo delicati all’apparenza perché in realtà fortissimi.  
Poi c’il palazzo, il condominio, indispensabile scenario, palcoscenico ed elemento quasi  vitale di tutta la storia. Ci sarà  qualcuno che trasloca in vista di un nuovo inizio; ci sono amori che nascono, altri  che finiscono; ci sono illusioni che aiutano a vivere mentre altre rischiano di  trasformarsi in trappole.
Lucia Guida per la sua trilogia “Prospettive Urbane”confeziona un nuovo, interessante e  prezioso affresco d’umanità colta al volo,  in un attimo speciale,  mentre il  tempo che corre spinge a rivedere tante cose e ad andarsene così in punta di piedi, magari salutando appena.

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