“Dante in love” di Giuseppe Conte (Giunti)

Sul comodino della Rambaldi

Giuseppe Conte – Imperia – scrittore, poeta, librettista, drammaturgo, traduttore e critico letterario ha pubblicato libri in versi come: L’oceano e il Ragazzo, Ferite e riofioriture, saggi e libri di viaggi come: Terre del mito, e romanzi come: Primavera incendiata, Fedeli d’amore, Il terzo ufficiale, La casa delle onde, L’adultera, Sesso e apocalisse a Instanbul, I senza cuore. Traduttore di Shelley, Whitman e D. H. Lawrence, ha tenuto letture e conferenze in 33 paesi del mondo. È autore di opere teatrali e libretti d’opera e ha collaborato con la RAI e con diversi quotidiani. Le suo opere sono state tradotte in tante lingue. Ha  vissuto per molti anni in Francia. Attualmente vive in Riviera.

“Mi chiamavo Dante, il fiorentino, il poeta. Sulla terra mi chiamano ancora oggi così. Alighieri viene da aliger, che significa “alato”. Ho volato alto, è vero. E ora come ombra volo ogni anno, una sera come questa, dal cielo alla terra e dalla terra al cielo. Migro come le gru e le rondini. Ma non in cerca della primavera e del sole. La notte tra il 13 e il 14 settembre dell’anno del Signore 1321, la mia anima si è staccata tremante e infreddolita dal corpo, e tutta la mia umana sofferenza ha avuto fine. Avevo sofferto su quel letto di Ravenna, squassato da brividi di freddo con la febbre altissima, le braccia che colavano di sudore, il cuore che batteva sempre più veloce in petto. Avevo preso la malaria mentre attraversavo le valli di Comacchio, tra paludi e foschia.”

A Firenze il sole è appena  tramontato  e col buio  demoni e spiriti escono dal sonno per mescolarsi agli umani e visitarne i sogni. Un  tempo in città si accendevano le torce, gli uomini tornavano dal lavoro e i marinai, nel fissare le stelle,  avvertivano la mancanza di casa.

Anche stasera, mentre si accendono i primi lampioni, Dante  siede ai piedi del suo Battistero. C’è  molta gente, al contrario di un anno fa quando un’oscura minaccia sembrava aver reso l’aria irrespirabile. La gente non usciva e si vedevano solo negozi chiusi,  insegne spente e un gran  via vai di ambulanze.

(la recensione prosegue qui sotto, a p. 2)

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