I ragazzi e le regazze dicono di Biancaneve nel Novecento…

Ecco alcuni stralci delle bellissime e profonde risposte che gli allievi e le allieve di V ginnasio, sezione F, del Liceo Minghetti di Bologna hanno dato al questionario ideato e somministrato loro dalla docente Eleonora Papp

Gianluca F.

Una caratteristica che mi ha molto affascinato del romanzo di Marilù Oliva, oltre alla struttura narrativa che ricorda quella del libro dedicato alle protagoniste femminili dell’Odissea, è il modo in cui l’autrice compie una carrellata degli avvenimenti che hanno segnato la storia di Bologna e non solo dagli anni Ottanta in avanti, facendoli diventare una sorta di sfondo sul quale si svolge la vicenda del romanzo. Vengono così ricordati l’aereo decollato da Bologna ed inabissatosi ad Ustica il 27 giugno 1980, così come lo scoppio della bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e gli omicidi compiuti dalla banda della Uno Bianca, formata da poliziotti trasformatisi in criminali ed assassini, che trucidarono senza pietà persone innocenti tra civili, persone normali che si erano trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato, ed i carabinieri del Pilastro, giovani che svolgevano il proprio lavoro. Vengono inoltre raccontati nel romanzo fatti storici precedenti, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, come il bombardamento da parte dell’aereonautica americana il 24 agosto 1944 e la liberazione dal campo di concentramento di Buchenwald di oltre ventimila uomini e donne e mille bambini l’11 aprile 1945

Margherita V.

Una bambina e un’anziana signora sono le due voci narranti che si contrappongono e s’intersecano per tutto il libro. La bambina, Bianca, parla della sua piccola vita e degli incomprensibili conflitti che scuotono la sua famiglia e le procurano ferite. Non c’è felicità nella sua famiglia. Bianca vive a Bologna, una città descritta nelle sue pieghe più nascoste, in tutta la sua moderna complessità. Lili, l’anziana signora, vive a Roma, ma il suo dramma si è consumato altrove. I suoi ricordi sono precisi, dettagliati: indelebili. Sono il racconto della più grande tragedia: i campi di concentramento nazisti; a Buchenwald, nel bordello dove vengono rinchiuse le giovani deportate. Lili racconta ciò che accadeva là dentro e lo fa dalla sua prospettiva di sopravvissuta. Di vittima che non riesce più a uscire dalla prigione del suo dolore.

Riccardo T.

Nelle ultime pagine del romanzo, Bianca ci svela una sua considerazione: in fondo Biancaneve e la sua matrigna sono due facce della stessa medaglia. Candi era passata da un ruolo all’altro così come era accaduto a Lili. Entrambe erano state prima vittima e poi carnefice, entrambe erano state sopraffatte dal dolore, dal male ricevuto e solo in un secondo momento avevano cercato la salvezza attraverso il ricordo e la memoria. Questa è la storia un po’ di tutta l’umanità, nessuno escluso; oggi si è Biancaneve e domani si è la matrigna malvagia.

(prosegue a p. 2)

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