“Come delfini tra pescecani” di François Morlupi (Salani Editore)

Come delfini tra pescecani. Un'indagine per i Cinque di Monteverde - François Morlupi - copertina

La libreria di Gabriella

Irriverente, dinamico, scorrevole, ironico, esilarante: sono solo alcuni degli aggettivi che possono dare un’idea del libro scritto da François Morlupi “Come delfini tra pescecani. Un’ indagine per i cinque di Monteverde” edito da Salani Editore. Un libro nel quale l’autore è riuscito, abilmente, a descrivere e presentarci dei personaggi indimenticabili a cui il lettore finisce per affezionarci andando avanti nella lettura. Ritorna il commissario Ansaldi che con i suoi quattro collaboratori forma la squadra meglio conosciuta come i “Cinque di Monteverde”. Il commissario incarna tutto ciò che non è un commissario nell’immaginario collettivo perché goffo, ansioso, scoordinato, ipocondriaco. Ma sono proprio queste caratteristiche a renderlo più umano e vicino alla realtà e che lo rendono simpatico ed anche tenero per certi versi. Gli altri membri della squadra rendono il gruppo molto eterogeneo ed ognuno di loro dà il suo contributo in maniera decisiva per la risoluzione dei casi, anche quelli molto complessi. Con l’unione delle loro problematicità e particolarità formano una squadra vincente sotto ogni punto di vista.

François Morlupi, italo-francese che lavora in ambito informatico in una scuola francese di Roma, è, con questo, al suo terzo romanzo e con i primi due è riuscito a raggiungere i primi posti delle classifiche ebook divenendo, così, un vero e proprio caso editoriale.

Con questo romanzo ci racconta di un’indagine molto controversa che vede protagonista, appunto, il commissario Ansaldi che si troverà ad indagare sulla morte di un ultraottantenne vedovo e solitario, trovato impiccato nel suo appartamento. Tutto sembrerebbe condurre ad una facile soluzione di questo tragico evento ma proprio grazie alle intuizioni della sua squadra, il caso si trasforma in una indagine che turberà non poco il commissario e non solo.

(la recensione prosegue qui sotto, a p. 2)

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