“La regina guerriera” di Federica Introna (Tre60)

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Recensione  di Patrizia Debicke

Palmira la mitica città millenaria. Il suo nome deve molto della sua fama a colei che fu sua  regina: Zenobia. Su Zenobia le notizie storiche difettano e le poche fonti a disposizione sulla regale figura spesso  si contraddicono. Altrettanto si sa per certo che nel 267 ,a 24 anni appena o poco più, ne  divenne la sovrana alla morte di suo marito Settimio Odenato, assumendo la reggenza  per conto del  figlio bambino Vaballato.
Ricostruendo il palcoscenico di un mondo lontano, Federica Introna  pennella un antico scenario  fatto di grandezza e crudeltà,  passione, angosce e tormenti, per un romanzo poggiato su solide basi storiche  che rispecchia l’impetuosa e gloriosa vita della regina Zenobia, una donna che, dopo aver   superato con tenacia ostacoli  e avversità,  fu ancora in grado di far  riscrivere alcune pagine di Storia. Un romanzo nel quale l’autrice  inserisce una corposa  componente fiction dai forti toni passionali atti a stuzzicare  la curiosità del lettore.
Di lei, di Zenobia, si narrava che fosse la figlia maggiore di un ricco commerciante di bestiame di Palmira, ma attendibili storici moderni insistono soprattutto sulle origini di suo padre Iulius Aurelius Zenobios, discendente dall’antica tribù degli Amliq, una delle quattro fondatrici di Palmira.  Un guerriero del deserto che si era guadagnato sul campo di battaglia il titolo di generale, era esponente del Senato e alto dignitario,  al quale  i palmireni avevano dedicato una statua intorno al 240-242,  anni della probabile data di nascita di Zenobia,  la futura regina. Bet-Zabbai, il nome in aramaico di Zenobia, infatti  significherebbe tra l’altro “figlia di Zabbai”. Sua  madre, invece, aveva origini egiziane e si diceva orgogliosamente discendente dalla dinastia reale dei Tolomei. Fu anche per quello che per certi aspetti in seguito Zenobia venne paragonata a  Cleopatra. Certo è che, come lei,  voleva  conquistare l’Egitto e osò sfidare in guerra  la potenza di Roma.

(recensione prosegue a p.2, qui sotto)

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