“La signorina Zeisig e il caso della bambina scalza” di Kerstin Cantz (Emons)

La signorina Zeisig e il caso della bambina scalza - Kerstin Cantz - Libro  - Emons Edizioni - Gialli tedeschi | IBS

Sul comodino della Rambaldi  

Kerstin Cantz – Monaco – ha studiato giornalismo e ha lavorato come giornalista freelance e redattrice presso una televisione privata prima di dedicarsi alla narrativa e alle sceneggiature. Dal suo primo romanzo storico Die Hebamme è stato tratto un film diretto da Hannu Salonen. Il secondo romanzo con la signorina Zeisig uscirà a luglio 2021.

“L’ispettrice capo aveva  restituito a Elke la copia carbone del rapporto guardandola da sopra gli occhiali. “Mi sono battuta per anni perché la sezione femminile venisse coinvolta maggiormente dagli inquirenti. Perché potessimo fare lo stesso lavoro dei nostri colleghi uomini. Non siamo desiderate. Si rassegni, altrimenti danneggerà tutta la sezione”.  La Warneck aveva perfettamente ragione. Arrivata alla fine di quella giornata di lavoro, doveva riferire le sue idee al responsabile delle indagini, se voleva che si potessero avanzare le prime ipotesi per quanto molto vaghe. La sezione Omicidi le sembrava una confraternita esclusiva all’interno del distretto. Manschreck aveva la più alta percentuale di successi ed Elke voleva imparare da lui. E di quello che diceva la Warneck non le importava.”

Confesso di essermi affezionata subito alla signorina Elke Zeisig, che non   è la solita bellona che propongono gli altri giallisti. Indossa una divisa scadente che la fa sudare e che le sta malissimo, ha le calze smagliate, non si depila le ascelle, si imbarazza  di essere ancora  vergine, ma a  Monaco nel 1962 è anche l’unica di tutta la sezione  di polizia femminile ad avere la patente.  

Nel  1962, le   agenti devono restare nubili come suore,  immolarsi al lavoro, servire i poliziotti maschi solo se richiesto, spostarsi  in tram o in bici,  e limitarsi a seguire i  servizi sociali, occupandosi di bambini e adolescenti, in un triste ufficetto dalle  pareti verdi sprovvisto di tutto.

(prosegui recensione cliccando a p. 2, qui sotto)

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