“E verrà un altro inverno” di Massimo Carlotto (Rizzoli)

E verrà un altro inverno - Massimo Carlotto - Libro - Rizzoli - Nero Rizzoli  | IBS

Recensione di Nuela Celli

In questo noir Massimo Carlotto rovescia le parti di tanta letteratura di genere e, utilizzando il suo consueto stile asciutto e aderente alla realtà con esattezza millimetrica, ci mostra il cinismo e i lati più oscuri e predatori degli insospettabili, di coloro che vivono avvolti da una granitica patina di rispettabilità, rendendo i delinquenti di professione, a confronto, quelli spavaldi e abituati a tutto, quasi dei principianti e, a volte, ingenue pedine.

Nella valle di un operoso distretto del settentrione, chiusa dalle montagne tutto intorno e a cui si accede da un’unica strada, i maggiorenti sono quelli che contano, da sempre, prima latifondisti, ora proprietari di grandi fabbriche che danno lavoro al resto della popolazione, la quale orbita intorno al loro potere e prestigio, schiera di moderni sudditi.

A creare destabilizzazione in questo sistema asfittico e spesso disumanizzante, può bastare davvero poco, il meccanismo è talmente rigido che un matrimonio infelice e la crisi economica, che produce inquieti disoccupati senza più certezze, danno il la ad una serie di accadimenti sempre più feroci.

Quando Federica Pesenti, infatti, figlia di Jacopo, uno degli uomini più ricchi e potenti della valle, sposa un vedovo facoltoso e perbene non per convinzione, ma per senso del dovere, scegliendolo più grande di lei di ben quindici anni in modo da non essere obbligata ad avere dei figli, metterà in moto delle dinamiche imprevedibili. Bruno Manera, suo marito, sarà il primo a subirle. Ricco e colto, ha un grande difetto, non è della valle, è uno straniero, e quando inizierà a essere vittima di violenti atti intimidatori, che culmineranno in un agguato da cui uscirà piuttosto malconcio, il maresciallo capo Piscopo, di origini meridionali ma saldamente ancorato alla logica della valle, escluderà per certo che ci sia il coinvolgimento di qualcuno del luogo, in un paese dove non succede mai niente, e subito si darà da fare per screditare il malcapitato, insinuando che il suo patrimonio derivi da contatti malavitosi che ora gli chiedono il conto.

(prosegui recensione cliccando a p. 2, qui sotto)

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...