Recensioni al massimo: Le donne dell’Orchestra Rossa

Mildred Fish-Harnack, Martha Dodd e Greta Kuckoff sono realmente esistite e hanno dato un enorme contributo alla resistenza contro il nazismo. Sara Weitz è, invece, un personaggio creato dall’autrice e ispirato alle ragazze ebree facenti parte della Rote Kapelle. Circa metà dell’organizzazione era formata da donne e dei 45 membri condannati a morte, 19 erano di sesso femminile. La narrazione degli eventi è affidata alle quattro protagoniste: i capitoli del romanzo vedono alternarsi, infatti, il punto di vista di ognuno di loro su ciò che sta accadendo. Con il trascorrere del tempo assistono sgomente alla crescita del consenso verso Hitler da parte del popolo tedesco. Se all’inizio era stato considerato come un movimento destinato a durare poco, il nazionalsocialismo prende sempre più piede, con il tacito (e non solo) assenso delle potenze vincitrici del primo conflitto mondiale, cui si affianca il non interventismo degli Stati Uniti. Pestaggi, arresti, torture e uccisioni aumentano di giorno in giorno, come riportato in alcune delle pagine più “dure” del romanzo. Con Le donne dell’Orchestra Rossa, Jennifer Chiaverini ha voluto portare alla luce le poco conosciute vicende della Rote Kapelle e rendere omaggio, in particolare, alle coraggiose donne che ne fecero parte.

Il punto massimo:

Prima di partire da Dover, aveva comprato un giornale in un’edicola vicino al molo. In prima pagina c’era una lettera aperta al corpo studentesco della Germania da parte di Helen Keller, la famosa autrice e attivista americana sordo-cieca. La storia non vi ha insegnato nulla se pensate di poter uccidere le idee, scriveva. I tiranni ci hanno provato spesso in passato e le idee si sono erte in tutta la loro potenza e li hanno distrutti. Potete bruciare i miei libri e quelli delle migliori menti d’Europa, ma le idee in essi contenute si sono diffuse attraverso un milione di canali e continueranno a ispirare altre menti. Ricordava loro che anni prima, per amore e compassione del popolo tedesco, aveva disposto che tutti i diritti d’autore derivanti dalle vendite dei suoi libri fossero destinati alla cura dei soldati tedeschi rimasti ciechi durante la Grande Guerra, ma concludeva con un monito: Non illudetevi che la barbarie nei confronti degli ebrei sia sconosciuta. Dio non dorme e vi giudicherà. Sarebbe meglio per voi avere una macina intorno al collo e affondare in mare che essere odiati e disprezzati dall’umanità intera.

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