“Il bambino che disegnava le ombre” di Oriana Ranunno (Rizzoli)

Amazon.it: Il bambino che disegnava le ombre - Ramunno, Oriana - Libri

Sul comodino della Rambaldi

Oriana Ramunno,  vive a Berlino e questo è il suo primo romanzo che verrà presto pubblicato anche da Harper-Collins UK.

“Non è facile scegliere” insistette Franz. Aveva gli occhi azzurri e acerbi di chi si è appena affacciato alla guerra e alle sue crudeltà. “Non puoi lanciare i dadi e decidere. Sono ebrei, ma sono pur sempre esseri umani, o no?” Otto scosse la testa e arricciò le labbra. “Subumani. Non sono come noi”

Il ragazzo ignorò le occhiate minacciose del compagno. “I medici arrivano alla rampa con il loro bel cappottino pulito e li selezionano in un attimo, senza scomporsi. Si sostituiscono a Dio, ecco cosa fanno. Ce n’è uno, Mengele, che è terribile. Noi lo chiamiamo l’angelo della morte.” Viene anche quando non è il suo turno e sceglie nel mucchio. Ha un’ossessione per i gemelli e i deformi…”

Auschwitz – dicembre 1943 – mancano due giorni a Natale,  nevica e le finestre del Blocco 10 sono  sbarrate.  Gioele, coi suoi inseparabili fogli da disegno, conta i passi che separano il dormitorio  dagli uffici dei dottori. L’ufficio di Mengele, con la  sua collezione di bulbi oculari sulla scrivania, è chiuso e Gioele, il bambino ebreo dagli occhi bellissimi, ha il permesso di scorrazzare e disegnare a suo piacimento. Si  distingue dagli altri gemelli e dal fratello Gabriele per una vistosa eterocromia. Dicono che il fratello sia ricoverato lì per curarsi. Dei  genitori non sa più nulla da tempo, ma si sente egualmente fortunato. Si  vive meglio lì che negli altri blocchi.

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