“Oltrepassare” di Martino Ciano, (A&B)

È in libreria 'Oltrepassare', il nuovo romanzo di Martino Ciano - ivl24.it

Ma il disagio esistenziale non è solo delle ultime generazioni. È anche quello di chi è venuto prima: il padre di Emma è frutto di quella terra ipocrita della quale si era fatto esponente con un lavoro che l’aveva portato a compromessi col potere, pulito e sporco. In un bellissimo monologo confessa tutto quello che è stata la sua vita, nella consapevolezza delle proprie responsabilità e accettazione delle proprie colpe: “Tutti i giovani calabresi dovrebbero prendere a calci i loro padri, perchè non hanno lasciato nulla di degno se non cemento, ipocrisia e marciume (…). Hanno cercato di discolparsi dando loro la possibilità di studiare, di viaggiare, di allontanarsi da questa terra maledetta”. E, con questa disperazione nell’animo, ha visto nascere la figlia, ha placato per un attimo quel risentimento velenoso, nella speranza che lei avrebbe potuto, saputo e voluto distruggere tutto, “come una bomba atomica capace di disintegrare anche le emozioni che ancora oggi stagnano nell’aria di questo porcile”. Poi, però, ha capito che non poteva affibbiarle questa missione impossibile, questo peso tantalico. E allora, ha solo voluto mandarla via, allontanarla da quell’inferno, farglielo ignorare se possibile, o dimenticare. Forse, però, il veleno l’aveva già contaminata. Ma era davvero solo una questione di luoghi.

Il narratore, pur cercando di descrivere con più lucidità degli altri personaggi, pur godendo della visione privilegiata del narratore onnisciente, non è esterno al romanzo. Anzi. È completamente dentro la palude avvinghiante di vite perdute. Cerca di capire, poi rinuncia.

Le vite di Emma, del narratore e degli altri personaggi s’intrecciano portando ciascuno di essi a convergere nella tragica punta di una piramide di esistenze ottenebrate dal malessere e dal disagio: il confine tra vita e morte, quella barriera da oltrepassare.

Storie di vite vere o possibili, bivi del destino al quale tanti si sono trovati o potrebbero trovarsi. Storie perdute da chi non le ha raccolte, le ha lasciate andare, dimenticate, o digerite. Storie di dolore che non hanno tempo perchè varcano i confini della storia, sempre riproponentesi per un disagio che non passa e trascende le generazioni. Storie che, affidate alla scrittura, alle riflessioni che Emma scrive sul suo Quaderno Verde, al Diario delle Allucinazioni del Narratore, a un nome, a una lettera, anche ad una sola lettera, una E ad esempio, possono invece essere preservate.

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