“Gli occhi di Sara” di Maurizio De Giovanni (Rizzoli)

Gli occhi di Sara - Maurizio De Giovanni - Libro - Rizzoli - Nero Rizzoli |  IBS

Recensione di Nuela Celli

Questo romanzo, il quarto della serie che ha come protagonista Sara Morozzi, a parte il primo racconto in ‘Sbirre’, si smarca dalla mera categoria ‘noir’ (categoria nella quale hanno dato il meglio di sé i più grandi scrittori che conosciamo, sia chiaro) e ci proietta, con una regia narrativa che ha del geniale, in un continuo confronto con il passato recente, tra gli anni Novanta e i nostri giorni.

Sara è un’ex agente dei Servizi Segreti in pensione, impegnata per anni in un’unità speciale che si occupava di intercettazioni. Lei, nello specifico, legge il linguaggio del corpo. Da un’inezia, come l’incresparsi delle labbra o il sussulto di uno sguardo, può intuire verità e non detti determinanti. Una donna che non nasconde i suoi anni, con i capelli volutamente bianchi e un volto giovanile. Scivola invisibile, ha l’arte di non farsi notare, e quando le osserva, arriva a comprendere le dinamiche più profonde delle persone, anche senza ascoltarle.

Come ci racconta lo stesso De Giovanni, in occasione dell’uscita del libro:

Sara è uno dei pochi personaggi che ho veramente incontrato. Uscendo da teatro, all’una di notte di un sabato sera, ho visto una macchina parcheggiata accanto al parco dove abitavo. Dentro vi era una donna ferma, con i capelli bianchi. Ero in scooter e mi sono avvicinato per capire se avesse bisogno di aiuto, magari le si era fermata la macchina. Quando fui a pochi metri notai che, nonostante i capelli bianchi, aveva un volto giovanile. Non si spaventò vedendomi arrivare, e si sa, la città in cui vivo non è proprio il massimo della tranquillità, ma capì le mie intenzioni al volo e senza che dicessi niente mi fece cenno di no, per dire che andava tutto bene. Appena parcheggiai, ripartì. Tornato a casa, il personaggio di Sara, che sa leggere i movimenti prima che le persone parlino, intuendone le intenzioni, si era già delineato nella mia fantasia. La domenica mattina mi alzai alle sette e chiamai il mio editore, che, mentendo spudoratamente, fece finta di non dormire, e gli dissi che dovevo dare la precedenza a questo nuovo progetto”.

La storia parte dal presente, che vede Sara combattere la battaglia più difficile della sua vita. Dopo la perdita dell’uomo amatissimo, il fondatore dell’unità segreta, per il quale ha lasciato figlio e marito, e la morte del figlio stesso, in un misterioso incidente, si trova al capezzale del piccolo nipotino, colpito da un tumore devastante. I medici sono stati chiari con lei e la nuora Viola, non ci sono speranze. Sara con la sua incredibile capacità, Viola con il dono di saper fotografare dei particolari che pochi sanno cogliere, e l’ispettore Davide Pardo, deluso dalla polizia e brontolone, formano una squadra di detective cui non sfugge nulla. Stavolta, però, assistono affranti a un colpo micidiale del destino, il più duro che si possa ricevere. Ma nonostante il dolore sia una morsa infernale, Sara non ha perso il suo acume e nota una micro indecisione da parte della dottoressa che ribadisce, costernata, il decorso ineluttabile della malattia. Un non detto, un’esitazione che soltanto lei avrebbe potuto cogliere. Così mette alle strette la dottoressa, e le chiede quale dubbio abbia attraversato la sua mente, per quanto labile. La donna la guarderà sconvolta, non capendo come abbia potuto ‘leggerle il pensiero’.

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