“La consuetudine del buio” di Amy Engel (HarperCollins)

Eve lavora alla tavola calda e ha un brutto presentimento. È sabato sera e da 13 anni, da prima che Junie nascesse, non nevicava ad aprile. Ha sentito delle sirene giù al parco giochi e immagina che sia successo qualcosa di brutto. È angustiata e scontenta per aver permesso a sua figlia di pernottare dalla  ricca Izzy Logan. Non ha mai approvato quell’amicizia, ma le due bambine sono inseparabili.

È stanca e non vede l’ora di tornare a casa da Junie per ordinare una pizza e guardare insieme un film. Ma appena suo fratello Cal si presenta al locale con gli occhi lucidi di pianto intuisce subito  il dramma. Suo fratello poliziotto è lì per lei. Junie è stata uccisa.

L’ha tirata su da sola con mille sacrifici cercando di non farle mancare niente, proteggendola  da tutto e da tutti e Junie l’ha resa talmente felice che si è sempre aspettata un colpo di coda del destino.  

E la  catastrofe che attendeva è arrivata, anche se non  si capacita di come sia successo.

Izzy e Junie, che sono state ritrovate con le gole squarciate nella neve del parco giochi, sono già a disposizione del medico legale.

Lo sceriffo, dà per scontato che sia stato un uomo, anche se non sono state violentate, interroga e fa domande. Ultimamente le bambine avevano incontrato persone nuove?

Qualcuno aveva notato qualcosa di strano? Ma soprattutto chiede di Jimmy Ray, l’ex compagno di Eve. Un  camionista  che  non si vede in giro da un pezzo.

Quel giorno i  genitori delle piccole erano tutti al lavoro e solo Izzy aveva un cellulare. I Logan riferiscono che dopo pranzo le bambine volevano fare una passeggiata nella neve.  Izzy  avrebbe telefonato una volta giunte a casa di Junie.  Ma né le ragazzine, né la telefonata  erano  mai arrivate a destinazione. Il parco poi, non era nemmeno sulla strada. Sempre che quel tristissimo campo si potesse chiamare parco. E i  Logan insinuano che la disgrazia su  Izzy ce l’abbia trascinata Junie.

Eve  vuol rivedere sua figlia, anche se Cal la scoraggia a farlo.

I  corpi sono chiusi in due sacchi neri sui carrelli di  un seminterrato buio, e sono uno spettacolo straziante.

Dopo la visita, Eve, non si alza dal letto per tre giorni, e quando lo fa è fermamente decisa a non fare il funerale fino a che non avrà il nome del colpevole. Per cominciare cercherà notizie del violento Jimmie Ray. E giura a se stessa che d’ora in avanti sarà dura, cattiva e spietata come voleva sua madre e non si darà pace  fino a che non avrà ottenuto giustizia.

Un’atroce vendetta e un  legame indissolubile tra madre e figlia per un thriller ferocemente avvincente. Complimenti ad Amy Engel. Avercene di questi libri!

Paola Rambaldi

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