C’era una nota in Puglia – Antologia di scrittori pugliesi (Besa Muci Editore)

Questi sono solo alcuni dei temi che toccano i ventuno autori nelle centotrentasei pagine del volume. E lo fanno attraverso racconti brevi, a volte brevissimi, con cui sviscerano il bene e il male di una regione in cui come detto convivono tradizioni secolari che il tempo pare non aver scalfito e la voglia di libertarsi da quell’alienazione, da quei cliché che le nuove generazioni sentono di non condividere. In mezzo a queste pagine troviamo quell’intolleranza e quella miseria che spingono altrove i ragionamenti ma che al tempo stesso rappresentano il modo migliore per ripartire, consapevoli della necessità di rompere con un passato che ha le ore contate.

Non c’è però solo l’aspetto sociale, c’è anche la prorompente bellezza di una regione che ama mettersi in mostra. Ci sono i tramonti invernali che colorano il cielo con tinte inaspettate, ci sono i muretti a secco che cingono strade polverose e deserte dove regna incontrastato il frinire delle immancabili cicale. C’è il caldo “argilloso” che sfuma il punto in cui cielo e mare si fondono laggiù all’orizzonte. Ci sono infinite distese di ulivi secolari che fanno da spettatori silenti alle gesta dell’uomo mentre distugge ciò che la natura prova a mantenere rigoglioso.

C’é la magia di una felicità che si nutre di istanti fuori dal tempo, in cui risuona l’eco delle urla dei bambini che giocano sotto il sole e l’odore del cibo che si rincorre tra le vie dei borghi. C’è il mare, il cielo, i pascoli e le masserie, la terra rossa e i trulli, ma soprattutto c’è la gente comune, quella che anima il territorio tra le sagre paesane e la pizzica. Se davvero “la fortuna è un fulmine benevolo che colpisce a caso” non abbiamo dubbi che quel fulmine sia caduto esattamente lì, dove l’Adriatico diventa Ionio appena dietro uno spuntone di roccia, dove le strisce di asfalto ti portano direttamente dentro l’azzurro del mare.

Ventuno racconti che suonano diversissimi tra loro, per stile, per durata, per approccio e per tema. Ma che sono tutti legati dall’amore verso una terra un tempo legata a doppio filo a tradizioni fatte di sofferenza, abbandono e vecchiaia, una terra che pareva destinata ad una decadenza e che si muvoeva solo per inerzia. Un amore che sradica tutto questo e porta alla luce una nuova consapevolezza, che emerge forte e decisa in ogni pagina. Un amore identitario, policromo e sfavillante. Un amore che non avrà mai fine e ci presenta la Puglia come forse non l’avevamo mai vista così da vicino.

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