“Prisma” di Gianluca Morozzi (TEA)

Vilo Vulcano è un libraio col papillon che molti scambiano per il cantante dei Baustelle e La boutique del mistero è una  piccola libreria ereditata dal padre, persa tra le viuzze del quadrilatero di Bologna, che  vende esclusivamente libri di nicchia. Vilo non tiene titoli ordinari e di libri ne vende pochini.  Molti  entrano solo per chiacchierare e lui  vinto dalle spese e dalla noia è costretto ad arrotondare facendo l’investigatore privato a buon mercato in nero.  Ad  aiutarlo nelle indagini c’è  uno dei suoi clienti, l’Orrido. Un tizio imponente pieno di risorse e di donne che gli sbavano dietro, che veste metallaro, viaggia in Harley Davidson e mangia fagioli come Bud Spencer.

E se le storie di detective cominciano sempre con una bella ragazza  che entra  in ufficio per risolvere un caso mettendo il detective  nei guai, anche questa non fa eccezione.  

In un giorno di fine marzo si presenta infatti in libreria una bellissima mora dalla voce roca. Tale  Zelda Versalico  vuole che Vilo indaghi sulla morte del fratello mago, Ludovico Versalico, morto dopo essersi murato nel sotterraneo della loro casa di montagna in un tentativo di evasione alla Houdini in  gara con l’acerrima rivale Prisma.

Il fratello in pratica è  morto murato vivo dopo  10 giorni senza cibo e senz’acqua.

Si faceva chiamare Mago Versalico o Houdini Versalico Escapologo in onore del suo idolo e quel muro l’ha tirato su da solo. Ad attestarlo c’è un portatile coi video che pensava di mettere in rete,  dove mostra la posa  dell’ultimo mattone, orgoglioso di essere  finalmente in trappola, ma pronto ad evadere.

Voleva solo dimostrare a Prisma di essere più bravo di lei e  Houdini messi assieme.

Quando l’hanno trovato aveva  le unghie distrutte nel vano tentativo di aprirsi un varco tra i mattoni. Zelda è certa che non volesse suicidarsi, aveva progettato il trucco nei minimi particolari dimenticando purtroppo il caricabatteria del cellulare per chiedere aiuto.

Ma perché  non ha chiesto aiuto prima?

La polizia ha già archiviato il caso come trucco non riuscito, ma la sorella è convinta che qualcuno l’abbia ucciso di proposito. Lascia  a Vilo una cartella col certificato di morte di Ludovico, alcuni articoli dove viene dipinto come un mago da quattro soldi e un sostanzioso anticipo per risolvere il caso.

Il denaro incentiva Vilo e l’Orrido a cercare di contattare la famigerata Prisma che hanno visto esibirsi mascherata in alcuni numeri in internet.

Riusciranno i nostri due scalcinati detective a venire a capo di questa misteriosa faccenda?

Leggere Morozzi è sempre un piacere. Ecco un viaggio tra emuli di Houdini che mi ha riportata ai trucchi e alle belle atmosfere di due film del 2006: The Illusionist con Edward Norton e del mio preferito The Prestige con Hugh Jackman e Christian Bale.

Paola Rambaldi

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