“Angeli e carnefici” di Cinzia Tani (Rizzoli)

Quanto può aver contato il contesto ambientale infantile nel futuro di una donna poi diventata «grande» nel crimine, nell’arte, nell’attività politica o nella scienza? Il Dna  potrebbe aver determinato e la loro esistenza?  Oppure le scelte fatte dalle tante protagoniste di questo libro sono state condizionate esclusivamente dalla loro volontà?
Cinzia  Tani  per ricostruire la “storia” di ventidue donne vissute tra Ottocento e Novecento ha privilegiato un rigoroso percorso. Un percorso che  parte da come  tutto è cominciato: il tipo di famiglia, il background sociale e culturale, le amicizie, i primi amori. Dettagli che potrebbero  fare la  differenza e trasformare una donna in un angelo o un carnefice?

 Rosa Luxembourg fu filosofa, economista, politica, rivoluzionaria e martire comunista. Isadora Duncan, considerata la fondatrice della danza moderna,  fu  una donna che visse sempre in anticipo sui tempi e al di fuori degli schemi correnti. Helen Keller fu una  scrittrice, attivista e addirittura  insegnante statunitense, ma era  diventata  sordo-cieca dai suoi 19 mesi. Eleanor Roosvelt, una fervida attivista poitica,  forza trainante della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, fu anche la  first lady degli Stati Uniti. Freya Stark, poliglotta, viaggiatrice fu una  scrittrice britannica e divenne famosa per le sue tante esplorazioni in Medio Oriente, le sue opere letterarie e il suo eccezionale lavoro di cartografia. Dolores Ibarrurri, detta la Pasionaria politica,  fu un’attivista e antifascista spagnola, già segretaria generale e poi presidente del PCE membro del parlamento spagnolo prima della dittatura franchista (1939) e dopo il ritorno della Spagna alla democrazia (1977-1979). Tina Modotti,  fotografa, attivista  e attrice italiana, fu chiamata anche la Mata Hari del Komintern. È tuttora considerata una delle più grandi fotografe dell’inizio del XX secolo, ma anche  un’ importante e controversa figura del comunismo e della fotografia mondiale. Greta Garbo, l’attrice svedese naturalizzata statunitense, è stata fra le più celebri della storia del cinema. Per il suo fascino misterioso fu soprannominata la Divina.  Hannah Arendt fu una politologa, filosofa e storica ebrea  tedesca poi naturalizzata statunitense. Lavorò come giornalista e docente universitaria e pubblicò opere importanti di filosofia politica.  Billie Holliday fu una cantante americana  fra le più grandi di tutti i tempi nei generi jazz e blues. Il suo impatto musicale fu notevole in ogni fase della sua carriera.  Rosalind Franklin fu una  chimica, biochimica e cristallografa britannica a raggi X che seppe dare contributi fondamentali per la comprensione della struttura molecolare di DNA, RNA, virus, carbone e grafite. La sue scoperta sulla struttura del DNA hanno aiutato gli scienziati a capire come funzionasse l’ereditarietà delle informazioni genetiche.
Undici protagoniste giudicate positive dalla Tani ( gli angeli della sua trama). Una  squadra composita formata da sei ferventi attiviste sia  pur di diverse idee e orientamento  politico, da tre esponenti del mondo artistico e dello spettacolo, da una rappresentante della scienza pura e da una giornalista,  scrittrice ed esploratrice. La altre undici protagoniste invece (i diavoli)  si sono trasformate  tutte in  disumane assassine. Cosa le ha indotte a seguire strade diverse? Non era stata certamente la povertà a frenare la spinta positiva  degli angeli che hanno saputo farsi strada nel mondo, come non sono stati l’amore dei genitori e i mezzi materiali della famiglia a impedire per esempio a Ilse Koch di trasformarsi nell’atroce mostro nazista o incarnazione del male di Buchenwald. Ristrettezze economiche, basso livello culturale ma più spesso  un’anormale e amorfa normalità  hanno creato le altre crudeli assassine,  gli altri mostri assetati di sangue minuziosamente citati da Cinzia Tani in questo libro.  
Angeli e carnefici dunque ci narra  la storia di ventidue donne diventate famose nel bene o nel male. Ma come  e perché è la domanda che si dovrà porre a tutte le protagoniste di questo libro. Il loro eroismo, il successo, oppure  il  loro comportamento criminale da cosa sono stati provocati?  Dalla genetica, o dall’ambiente frequentato, dall’essersi sentite rifiutate, umiliate oppure  appoggiate e protette?

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