Recensioni al massimo: Le conseguenze

Le vicende del romanzo sono narrate attraverso due piani temporali diversi: al racconto del periodo del college si affianca, infatti, quello del presente. Ciò perché, a più di quarant’anni di distanza, i tre amici, ormai ultrasessantenni, si ritrovano sull’isola a casa di Lincoln. Stavolta, però, Jacy non c’è, pur presente come un fantasma, come il proverbiale convitato di pietra. Nel rievocare parole e avvenimenti di quel lontanissimo fine settimana, tornano a galla, inevitabilmente, rancori e contrasti mai del tutto sopiti. Ognuno, in particolare, cerca di dare una spiegazione alla sparizione di Jacy, che li ha segnati in maniera profonda. Il passato non dà tregua e riemerge con tutta la sua potenza: veniamo così a conoscenza della vita dei protagonisti e dei conflitti familiari, soprattutto quelli fra padre e figlio. Il titolo originale del romanzo, Chances Are…, in italiano diventa Le conseguenze, in riferimento proprio a quelle chances. Vari sono i temi affrontati dall’autore: i ricordi, la gioventù, l’amicizia, l’amore, la famiglia, i turbolenti anni Sessanta con lo spettro del Vietnam che incombe. Tutto ciò mi ha riportato alla mente alcune delle più belle pagine di un grande della letteratura, Stephen King. Senza nulla togliere, ovviamente, all’originalità della scrittura di Richard Russo, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2002 con Il declino dell’impero Whiting, pubblicato in Italia da BEAT.

Il punto massimo:

La ragazza che non era Jacy salutava anche lei e per un momento Teddy ebbe l’impressione che guardasse lui e invece no, era rivolta al ragazzo vicino, la cui presenza aveva avvertito prima di girarsi a verificare, prima che esclamasse “Ehi, tesoro!” e cominciasse a scendere a rapide falcate la passerella verso quello che era chiaramente il grande amore della sua giovane vita. Naturalmente l’avrebbe perduta, perché è così che vanno le cose. Quello che non puoi permetterti di perdere è esattamente quello di cui il mondo ti priverà. Come facesse a sapere quando ne avevi più bisogno, proprio in tempo per potertelo negare, era materia da filosofi. Se qualcuno era in grado di rispondere, avrebbe potuto scrivere il libro che Tom Ford avrebbe considerato degno di essere scritto: urgente, nuovo e assolutamente necessario. Per scriverlo, però, bisognava essere posseduti dal fuoco sacro.

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...