“Il predatore” di anime di Vito Franchini (Giunti)

Il predatore di anime

Recensione di Patrizia Debicke

Un incipit che dice tutto e che deve essere citato: «Mi chiamo Sabina Mondello, sono una poliziotta. Oggi per me è un giorno di quelli che non si dimenticano. Ho appena arrestato l’uomo più importante della mia vita, colui che mi ha spiegato che l’amore è solo una parola di cinque lettere.»

Il commissariato di polizia, circoscrizione Roma Parioli, è capitanato dalla dottoressa Sabina Mondello, giovane donna  determinata, ben preparata,  sveglia ma, la carne chiama,  certo non insensibile al fascino maschile. E in particolare a quello di un PM, Roberto Placido, un bell’uomo, affascinante,  il loro rapporto sembra funzionare, ma a conti fatti la faccenda è abbastanza sopra le righe. Roberto infatti, il suo amante, oltre a essere sposato è anche il suo capo. Ed era a letto con lei fino a poche ore prima di quando  Sabina Mondello, convocata all’alba di un bollente agosto romano  in un appartamento della zona, è stata costretta a confrontarsi  in un caso di apparente omicidio-suicidio tra coniugi.

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