“Countdown” di Nuela Celli (Giraldi Editore)

Ciò che Arianna vuole dirci è che quando sei sul baratro non hai il tempo di ascoltare l’eco delle tue paure, devi solo andare avanti, sempre e comunque. Fermarsi significa rendere concreta la morte in attesa pronta a prenderti e portarti con sè. Devi fare tutto come se fosse realmente l’ultima volta. Lasciando da parte il pensiero che inevitabilmente ti assale: se tutto questo non fosse “necessario” l’avremmo fatto ugualmente o avremmo continuato a tenere la testa sotto il cuscino e proseguito nella nostra inutile esistenza?

“Anche se soffriva in modo tremendo, almeno stava vivendo per davvero, stava dando un senso a tutta un’esistenza, collezionando in pochi giorni le emozioni che non aveva provato in tutti gli anni precedenti.”

Inizia una nuova fase, in cui Arianna si mostra senza più maschere. In cui è decisa a mostrare se stessa per quello che è, e non è più disposta a snaturarsi. Non è più il tempo per rivestire quel ruolo che tutti le hanno sempre cucito addosso. “È sempre triste capire come alcune persone non vedano gli altri per ciò che sono ma soltanto in funzione di ciò che desiderano.”

Poco importa se cadono le barriere che proteggevano il suo Io più profondo. Siamo entrati in un’ottica in cui non c’è più niente da difendere, né dagli altri né da noi stessi. “Tutti abbiamo delle ferite che sanguinano, tutti soff riamo per qualcosa, soltanto i più fortunati sanno mostrarle agli altri e chiedere conforto.”

Il destino riesce ad essere ineluttabile, soprattutto quando condanna senza appello. Ciò che resta è solo la consapevolezza di essere arrivati ad una svolta necessaria, doverosa e altrettanto ineluttabile. Vivere è la parola d’ordine cui fare riferimento. “Vivere la tua vita pienamente e recuperare ogni momento che pensi di non esserti goduto”. Vivere per non doversi ancora appiattire sui gusti e sulle preferenze degli altri per il terrore di restare soli. Perchè la solitudine per quanto possa essere drammatica soprattutto in punto di morte non deve essere una scelta ma una necessità che ci imponiamo per capire il senso della (nostra) vita.

“Era terribile pensare di andarsene non lasciando nulla negli altri, di essere vissuti invano. Di scomparire così, come certi fiori dai colori rari che non hanno mai destato un po’ di meraviglia o come scattanti animali selvatici che sono morti prima di essere adulti.”

Nuela Celli ci prende per mano e ci porta davanti allo specchio invitandoci a guardare la nostra immagine riflessa, per capire se ciò che vediamo è realmente ciò che pensiamo di essere o se stiamo vivendo “di riflesso”, se stiamo vivendo una vita “di seconda mano”, se abbiamo il coraggio di guardarci negli occhi e dirci che sì, stiamo facendo esattamente tutto quello che avremmo sempre voluto fare, ciò che ci fa stare in pace con noi stessi e con ciò che ci circonda. Non c’è più tempo per continuare a mentire.

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