“Orfani del tramonto” di Renzo Saffi (Alter Ego Spettri)

Enrico Dogi esce di galera,  dopo aver scontato 5 anni per rapina a mano armata e non sa dove andare. Dopo 5 anni di astinenza beve e si ubriaca subito. È pieno di buone intenzioni,  deciso a  rifarsi una vita e a  rigare dritto, ma nessuno è disposto a credergli.

La madre lo accoglie con freddezza e piuttosto che fermarsi da lei dormirebbe sul molo, la vecchia padrona di casa gli ha svuotato l’appartamento e accatastato la roba in un garage e l’ex compagna, Maia,  accetta di vederlo malvolentieriIl  figlio  autistico Filippo lo fissa impaurito dietro un paio di lenti spesse abbracciando il suo unicorno. Maia  si arrabatta da anni tra  pochi lavori  instabili e  rischia che i servizi sociali  glielo portino via.  Enrico  si ripromette di aiutarli. Ha  buttato al vento la sua vita e ora vuole fare ammenda. Purtroppo tra gli annunci del giornale non esistono lavori che fanno al caso suo, soprattutto con una fedina penale compromessa, ma tra le  notizie apprende che  in Australia hanno trovato una cura per l’autismo. Realtà? Utopia? Decide di crederci.  

E  da quel momento farà di tutto per trovare  il denaro necessario per portare Maia e Filippo in Australia. Purtroppo il primo lavoro da buttafuori in un night  ha vita breve e per sopravvivere  è costretto di nuovo a delinquere e a invischiarsi in una serie di rischiose truffe.

Ha conosciuto Maia quando si fingeva idraulico per svaligiare l’appartamento dove lei faceva da badante a un’anziana. Era stato un colpo di fulmine e avevano subito fatto l’amore nel letto accanto all’anziana addormentata con la flebo al braccio.  Dopo  nove mesi Maia aveva partorito Filippo all’ospedale di Trieste. Quando avevano arrestato Enrico, il bambino aveva un anno e mezzo, ma agli sbirri non interessa se hai dei figli a carico da mantenere. Era finito dentro per una leggerezza commessa da ubriaco  tentando di rapinare la tabaccheria di un ex pugile, che lo aveva atterrato con un  cazzotto mandandolo prima in ospedale e poi  in galera.

Otto anni e sei mesi di reclusione ridotti a cinque per buona condotta.

Adesso deve dimostrare agli assistenti sociali che è in grado di provvedere alla sua famiglia, ma riuscirci  non sarà semplice perché nonostante  i  buoni propositi il passato non tarderà a trovarlo.

Perdizione, colpa, riscatto, rinascita e tanta azione come per il Jean Valjean de I miserabili, per un thriller insolito e  vitale.

Paola Rambaldi

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