“Se è così che si muore” di Sara Magnoli (Bacchilega Editore)

Se è così che si muore - Sara Magnoli - Libro - Bacchilega Editore - Zero |  IBS

Recensione di Raffaella Tamba

“Allora è così. Quando si muore (…). Vedermi totalmente e sapere che sarà l’ultima volta. E sentire lo stesso ondeggiare, lo stesso movimento che sentivo nel viaggio, quando mi portavano qui. E capire che è lì che ho iniziato a morire”.

Una caduta accidentale dal sesto piano di un hotel di San Benedetto del Tronto dà il via al nuovo romanzo di Sara Magnoli, laureata in lingue e letterature straniere, giornalista, autrice per adulti e per ragazzi già con vari premi all’attivo. Un romanzo inquietante, avvincente, profondo, poetico, nel quale i protagonisti sono legati fra loro oltre che per lavoro, anche e soprattutto per il momento particolare che stanno vivendo a livello personale. In un capitolo preciso, con un gioco narrativo del tutto nuovo ed efficacissimo, l’autrice fa una panoramica sui vari personaggi, cogliendoli singolarmente nell’elaborazione della loro crisi psicologica: “Si guardò allo specchio. Era tutto così diverso. Così altro. Eppure non alieno. Forse neppure lontano” sono le parole che introducono l’attimo in cui ognuno di loro muta prospettiva, capisce cosa gli sta succedendo, sente un cambiamento in atto, una svolta verso un modo di essere nuovo, ma non incompatibile con ciò che è stato fino a quel momento, non estraneo. Come se ciascuno comprendesse che si può cambiare restando se stessi; che cambiare non è tradirsi, non è rinnegare qualcosa di sè ma piuttosto il contrario, è completarsi. Due particolari, nella bellissima immagine di contemporaneità creata dall’autrice, sottolineano la sincronia del passo evolutivo di ciascuno: le note di una canzone, Rhapsody di Bonnie Bianco, come se tutti avessero per caso la radio sintonizzata sulla stessa frequenza, e la pioggia: la pioggia che scorre sui vetri riflette la pioggia di lacrime per qualcuno, di ricordi, di musica, di oblìo per altri.

Lorenza Maj, giornalista quarantenne, l’io narrante in prima persona, lavora per un giornale di Milano ed è stata inviata a San Benedetto del Tronto, per indagare su quella morte che fin da subito stona con l’accidentalità. È da poco uscita da una storia bellissima con un uomo di cui è ancora profondamente innamorata, che l’ha tradita una sola volta, una notte, per errore, per caso, per incoscienza visto che era completamente ubriaco. Distrutta dalla delusione, rigetta la consapevolezza del sentimento che la lega a lui ma anche l’impulso ad innamorarsi del suo collega, Fulvo Gianconti, che la raggiunge nello stesso hotel per affiancarla nel lavoro. Fulvo è su una sedia a rotelle da quando qualche anno prima è stato violentemente aggredito per aver scoperchiato pentole che non dovevano essere scoperchiate. Ma, diversamente da Lorenza che cerca di soffocare i propri tormenti, Fulvo li guarda dritto in faccia, li sfida continuando imperterrito il suo lavoro oltre a frequentare gruppi sportivi paraolimpici.

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