“Mio fratello Ernest Hemingway” di Marcelline Sanford Hemingway (Mind Editore)

Marcelline, ripercorre le tappe artistiche di Ernest corredando le  memorie con: foto,  lettere e resoconti della guerra sul Piave, dal  ferimento a Fossalta,  alla  convalescenza a Milano e all’amore per Agnes.

Figlio di un medico e di una cantante lirica, è un bambino eccentrico che si fa chiamare con nomi di animali.  Ama  cacciare e pescare. Riceve il primo fucile a 10 anni. Spala neve per pochi cent nei giardini dei vicini e adora  L’isola del tesoro di Stevenson. Pubblica i  primi racconti  sui giornali scolastici.

Dopo il liceo rifiuta di iscriversi all’università e inizia a lavorare come cronista del Kansas City Star. Conduce una vita turbolenta. Tira di boxe, gioca a football ed è un ottimo nuotatore. Si sposa 4 volte e ha molte relazioni.

Riceve il premio Pulitzer nel 1953 per Il vecchio e il mare  e vince il Nobel per la letteratura nel 1954.

Ancora oggi molte sue opere sono considerate pietre miliari della letteratura statunitense. Quando gli Stati Uniti entrano in guerra, nel 1918, si offre volontario per  combattere in Europa.   Escluso dai reparti combattenti per un difetto di vista viene arruolato come autista di ambulanze e destinato al fronte italiano.

Mandato come assistente di trincea  vicino a Fossalta  resta ferito dai colpi di una mitragliatrice e viene decorato con una medaglia d’argento al valor militare.  Durante la convalescenza si innamora dell’infermiera Agnes che ispirerà la storia del suo Addio alle armi  in seguitopubblicato con grande successo.

Attratto dall’avventura e dalle esperienze al limite, ha molti incidenti che nel tempo  gli arrecano gravi danni di salute e  lo spingono ad alcolismo e depressione.

La domenica del 2 luglio la moglie Mary viene svegliata da un forte colpo. Ernest si è sparato mettendo la canna del fucile in bocca. Verrà seppellito tre giorni dopo in presenza dei tre figli e di pochi intimi.

Ernest sostiene  che è meglio morire nel periodo felice della giovinezza non ancora disillusa e andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse. E anche se ci sono sempre delle vie di mezzo in fondo non ha tutti i torti.

Un’ avventurosa vita mozzafiato  splendidamente raccontata dalla sorella Marcelline.

Paola Rambaldi

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...