La sepolta viva di Francesco Mastriani (Rogas Edizioni)

La “sepolta viva” è Eva K., una giovane donna napoletana vittima, come sapremo, dei martiri e dei soprusi da parte dei figli di primo letto del padre. Scappata una prima volta dalle mani dei suoi torturatori, la fanciulla, apparentemente muta, corre per i vicoli di Napoli, in preda allo shock e viene aiutata dal protagonista, voce narrante dei primi capitoli del romanzo e alter ego dell’autore stesso. Ad un certo punto però la ragazza sembra scomparire nel nulla come un fantasma e lascia dietro di sé un doloroso alone di mistero suscitando la pietà dell’uomo, suggestionando la fantasia e l’immaginazione dello scrittore. L’autore cerca la fanciulla e per mezzo di lettere, colloqui e articoli di giornale, l’io narrante ricostruisce la vicenda della ragazza. Il protagonista incontrerà la fanciulla che offrirà finalmente all’autore, ma anche al lettore, un quadro esaustivo della storia, completando i tasselli del mosaico.

Nei primi capitoli dell’opera parla l’autore. Nel primo capitolo lo scrittore incontra la fanciulla, nel secondo capitolo il protagonista prende informazioni in un palazzo in cui è vista apparire la giovane donna, nel terzo capitolo la signora Matilde, a cui lo scrittore ha parlato di quella visione e alla quale aveva chiesto informazioni sulla ragazza (la fanciulla, Eva K., era stata portata all’obitorio, ma non era morta ed era semplicemente scomparsa), riferisce all’autore di aver ricevuto una lettera in cui si davano informazioni sul suicidio di un certo Isidoro Baldini che aveva scritto una frase criptica ed enigmatica  “Ho ucciso l’anima della mia Eva. Oggi uccido il mio corpo”.

La signora Matilde, che aveva abitato nello stesso palazzo in cui viveva Eva, racconta il suicidio del signor Baldini facendo riferimento anche alle lettere trovate nel palazzo.

Passano poi sei anni, l’autore vede a Capri una ragazza, Ceniza, la quale assomiglia molto alla fanciulla che aveva incontrato anni prima. Ceniza vuol dire simbolicamente cenere. Ceniza lo invita nella sua camera e gli racconta la sua storia. Poi Giorgio, lo spasimante di Ceniza, spiega l’iter del ritratto che il Baldini aveva fatto alla ragazza muta e che era finito tra le sue mani. Giorgio riferisce che il Baldini si era suicidato e con le sue azioni aveva compromesso la ragazza provocandole un aborto e spingendola addirittura in un bordello.

Ceniza, in seguito, alla fine del romanzo, scriverà una lettera in cui racconta che lei è andata via da Palermo per vivere in America Latina, in Costa Rica, dice che è sposata con Giorgio e ha avuto una bimba. Lei e il marito aspettano dal protagonista la composizione del romanzo che dipanerà la matassa di quell’incredibile vicenda che li ha visti coinvolti.

La narrazione del romanzo è composita, le tracce della vita della misteriosa ragazza emergono da testimonianze e articoli di giornale, come da tanti pezzi di un puzzle indecifrabile. Un puzzle che viene pian piano ricomposto sulle pagine di uno dei romanzi più famosi di Francesco Mastriani, il maestro italiano della letteratura d’intrattenimento di fine Ottocento.

Apparso in volume per la prima volta nel 1889, il libro La sepolta viva è stato ripubblicato nel 2015 con la collana Dupin dalla casa editrice Rogas, una giovanissima azienda che ha recuperato questo vero e proprio gioiello della letteratura italiana.

La sepolta viva in un certo senso per via del fascino, della sensualità, della sparizione e delle inspiegabili ricomparse della protagonista richiama il racconto Carmilla di Sheridan Le Fanu (1872), anticipatore di Dracula (1897) di Bram Stoker, ma l’opera di Mastriani fa ben altro, ripropone in chiave tutta italiana il topos del genere del romanzo gotico: c’è infatti una cornice nella storia, ci sono dei villani torturatori, quasi i bravi del Manzoni, c’è l’attentato alla virtù di una fanciulla che come la manzoniana Lucia patisce le pene dell’inferno. C’è un classico lieto fine che premierà il candore di questa fanciulla innocente dalle tinte napoletane. La sepolta viva è anche da questo punto di vista una variante del personaggio fiabesco di Cenerentola: non si tratta di un caso, dato che la prima composizione scritta a livello europeo del famoso racconto popolare è La gatta Cenerentola di Giambattista Basile (1634), ambientata proprio a Napoli. Tra l’altro la perdita della scarpetta è rappresentata anche dal famoso ritratto che guiderà il personaggio di Giorgio nella ricerca di questa misteriosa fanciulla. Il tema del dipinto rivelatore poi richiama oltretutto il romanzo gotico de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890).

Eva non corrisponde del tutto alle vampire dei romanzi gotici, né tantomeno alle donne angelicate della tradizione guinizzelliana e dello Stil Novo, ha una passionalità tutta italiana, passionalità che anche le scrittrici inglesi come Ann Radcliffe hanno rivendicato agli Italiani e che la farà finire tra le braccia di Giorgio. L’amore per Giorgio però viene consacrato dal matrimonio finale: non si avverte minimamente la condanna morale dell’autore.

Lo scrittore Francesco Mastriani segue in qualche modo il modello manzoniano, un must per la letteratura italiana ed internazionale, anche nell’adozione di un narratore “omnisciente”: in realtà non ricorre palesemente a questo espediente della narratologia con lo scopo di aumentare la suspense, per meglio caratterizzare l’atmosfera impenetrabile della storia, per attirare la simpatia sul protagonista, ma non rinuncia del tutto all’intervento eterodiegetico. L’autore riesce sapientemente a presentarci un io narrante che ricostruisce la vicenda segreta di Eva prima attraverso un fugace incontro, poi attraverso lettere, colloqui e articoli di giornale per poi completare il mosaico-puzzle finale per mezzo del confronto finale-diretto con la donna.

La sepolta viva è un vero e proprio romanzo gotico e d’appendice della letteratura italiana ed è diventato anche un film diretto da Guido Brignone nel 1948. Il romanzo e il film sono assolutamente imperdibili!

In realtà Francesco Mastriani meriterebbe a tutti gli effetti di fare il salto di qualità ed essere annoverato tra gli autori più importanti della nostra letteratura.

Ricordo inoltre che la Napoli, tanto amata da Mastriani, modello anche per I Misteri di Napoli in cui lo scrittore ricalca parzialmente il francese Eugène Sue e I misteri di Parigi (1842), è diventato recentemente sede dell’ambientazione di un cartone animato collocato spazialmente e cronologicamente tra i personaggi della camorra partenopea: Gatta Cenerentola, film d’animazione italiano del 2017, diretto da Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone.

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