“I segni del male” di Simone Regazzoni (Rizzoli)

I segni del male - Simone Regazzoni - copertina

Sul comodino della Rambaldi

Simone Regazzoni – Genova – Filosofo, allievo di Jaques Derrida, si occupa di Filosofia politica e di Filosofia della cultura di massa ed è autore di saggi e romanzi.

“Corpi mutilati, violentati, fatti a pezzi, bruciati, eviscerati: quello del Foro imperiale non era il primo omicidio efferato che Roma avesse visto. Tra il 1924 e il 1927 la città fu teatro di una serie di omicidi a opera di un serial killer, il Mostro di Roma, che violentò e uccise sette bambine. Nel luglio del 1969 il Mostro del Tevere, come era subito stato battezzato dalla stampa, assassinò e fece a pezzi una coppia, per poi gettarla nel fiume. Nel 1977 fu la volta di Ida Pischedda, incinta di pochi mesi: uccisa, eviscerata e poi bruciata. Poi toccò a una donna che non venne mai identificata. Era il 9 giugno 2010 quando in un prato della periferia, venne ritrovato il corpo decapitato e sventrato di una donna, cui erano stata amputate anche le gambe.”

A Roma mancano pochi giorni a Natale e nevica forte.  Sara è uscita tardi dall’ufficio e  in mancanza di taxi e autobus, accetta un passaggio da un estraneo. Suo  padre diceva sempre di non accettare passaggi dagli sconosciuti e se quella sera  si fosse attenuta alla regola le cose sarebbero andate diversamente. A casa il marito ha già preparato la cena e la figlia di cinque anni l’aspetta. Dopo  avrebbero preparato i regali natalizi. Sara è  infreddolita. L’uomo, elegante e gentile,  si  offre di accompagnarla  a casa. Non sembra uno da cui aspettarsi brutte sorprese. La mette a suo agio alzando  il riscaldamento e il volume di una bella canzone di Sinatra alla radio. Poi quando tutto sembra volgere  al meglio la tramortisce con un pugno. Quando Sara riprende i sensi è legata e lui la sta incidendo con un coltello. Impiegherà due ore per ultimare l’opera e lo farà indossando  una spaventosa  pelliccia nera con una testa di lupo a bocca aperta. E  sarà una morte lenta e atroce.

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