Il lusso della giovinezza di Gaetano Savatteri (Sellerio)

Recensione di Patrizia Debicke

Ci mancava Saverio Lamanna – scrittore, giornalista senza lavoro, sarcastico e realista, forse in cerca di un’occupazione stabile e redditizia. Beh veniamo ricompensati perché impertinenti, entusiasti e dissacranti ritornano con una nuova avventura i due investigatori involontari, Saverio Lamanna, giornalista, e l’impareggiabile Peppe Piccionello, sua spalla, confidente e mentore. Ancora coprotagonista e complice con il suo improbabile cognome, le perenni infradito ai piedi, e che ma vedi caso nonostante le braghe corte, bermuda d’inverno, e le surreali t-shirt a conti fatti non è mai ridicolo o grottesco. Amico, ancora e spalla per Saverio è lo specchio che lo riflette. insomma una specie di coscienza senza il paravento del sarcasmo, quella specie di armatura che Lamanna si porta sempre addosso per difendersi dalla vita e forse dalle responsabilità.

Ma il lusso della giovinezza più che un giallo è un pungente sfogo letterario denso di umanità. Anche e soprattutto perché su questo scontro generazionale, vero o no, Gaetano Savatteri costruisce la sua storia. Insomma su quello che sembra un ideale scontro tra vecchi e giovani. Epperò abbiamo anche una storia gialla, cotta e servita a puntino, insomma un cadavere che compare fin dalle prime pagine quasi che stavolta Lamanna volesse far contento l’editore che pretende da lui morti e peggio, per vampireschi lettori assetati di sangue. Non basta poi perché stavolta Savatteri si diverte anche ad ambientare la sua storia nello splendido paese montano di Castelbuono, dalle radici bizantine esaltate nella possanza medievale del suo castello e che si contraddistingue per la caratteristica e rarissima Manna, prodotto pregiatissimo, anche nel settore alimentare, ottenuto dalla corteccia del frassino. Ma oibò in un posto dove orrore per un siciliano doc fa freddo e c’è la neve, la stessa neve che Manzini ha fatto trovare ad Aosta al suo Schiavone. E anche se Lamanna invece delle Clarks usa le australiane Blundstone per quei posti ci vorrebbero gli stivali. Altro che stivali…

Il morto, per un incidente o almeno pare ritrovato in fondo a un crepaccio delle Madonie è Steve Parker, un manager milionario innamorato della Sicilia che aveva deciso di regalare alla Sicilia una diversa e più stimolante identità da promuovere sui mercati internazionali. Ma Steve non era a Castelbuono soltanto per promuovere affari e far confluire denaro nella zona. La sia idea , il suo sogno era far nascere un qualcosa in grado di regalare nuovo impulso, di creare fertile terreno per le iniziative dei giovani, insomma far scaturire una scintilla in grado di contrastare il gattopardesco siculo conservatorismo.

Pertanto aveva radunato attorno sé in una grande masseria sulle Madonie una squadra di giovani entusiasti, venuti da ogni parte per lavorare al suo progetto. Tra di loro c’è Suleima, la splendida esotica compagna di Saverio che dietro la spinta di Emma, nipote di Piccionello, ha lasciato Milano e il suo lavoro di architetto per la Sicilia. Per coloro che non sapessero chi è Emma, spiegherò volentieri che è la fantasiosa creatrice delle azzardate teeshirt e felpe dello zio.

La telefonata con singhiozzo e richiesta di aiuto di Suleima convince Lamanna a saltare in macchina e accompagnato da Piccionello traversare di corsa, si fa per dire, Palermo sotto la pioggia e nell’ora di punta per salire poi fino a Casalbuono sia per consolarla che per curiosare nella faccenda. Ma per Lamanna quella faccenda, insomma la morte dell’americano puzza strano o peggio di brutto. Lui non è affatto convinto che si tratti di incidente. E comincia a ficcare il naso alla sua maniera. E meno male che a sua protezione e supporto in quei giorni in vacanza sulla Madonie c’è anche il suo fedele e protettivo amico, il vice questore Randone.

Parker è precipitatoda una curva di una strada secondaria, in una punto che sembra quasi un belvedere che si affaccia sulla vallata. Ma non si sa come, e perché fosse là. Nella sua agenda risulta un appuntamento, ma dove? Per Lamanna tante cose non tornano, c’è abbastanza per sospettare. Intanto il fatto che la fuoristrada del morto è stata ritrovata in paese a ben dieci chilometri dal luogo in cui è stato rinvenuto il suo cadavere, non quadra proprio.

Risulta poi che Parker trattava di persona con due personaggi locali, il vecchio e potente pastore don Cesare, solite radici locali e l’ influente imprenditore Nicodemo, in odore di mafia faccendiera. Di cosa trattava e perché? Possibile che nascondesse qualcosa, oppure che qualcuno volesse fermarlo?

Ma e soprattutto Lamanna si troverà alla fine di fronte a un interrogativo tutto speciale?

È possibile creare in Sicilia, un laboratorio sociale che veda i giovani in veste di protagonisti e in grado di darsi da fare e contribuire allo sviluppo della regione ? È mai possibile al giorno d’oggi per un giovane del sud poter restare nella sua regione di origine, portando avanti con orgoglio la propria carriera professionale? Ma e soprattutto è ancora possibile un dialogo tra generazioni? O chi ormai è arrivato si chiude a riccio proteggendosi strenuamente dall’assalto delle nuove leve?

E dunque non era l’ottimismo giovanile a mirare in alto in questa storia ma l’innato e cieco ottimismo degli americani. Di Steve Parker, lui l’idealista, l’indispensabile vittima da immolare come ogni giallo che si rispetti, ma stavolta sull’altare del millenario disfattismo siculo.

Ci sono stati anni, se ricordo bene in cui stare in Sicilia, pareva diverso. Un’altra cosa. Si parlava tanto di futuro, di sviluppo… Ma…Erano mi pare gli anni sessanta, settanta. E di quale futuro e di quale sviluppo? E oggi? Mah? Il conflitto generazionale esiste veramente oppure come dice giustamente Savatteri: «…la storia di giovani contro vecchi è una stronzata. Siamo uomini e donne. Non esistono generazioni perdute o ritrovate. Siamo nel nostro tempo. Certi momenti ci incontriamo, facciamo un pezzo di strada assieme e poi proseguiamo per la nostra strada».

Giovani, meno giovani e vecchi forse. Perché no? Ma come?

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