“Askja” di Ian Manook (Fazi)

Askja

Sul comodino della Rambaldi

Ian Manook – Parigi – Giornalista, editore e romanziere – Autore pluripremiato, adorato dalla critica e dai lettori.- Ha esordito con Yeruldelgger, Morte nella steppa, a cui sono seguiti: Yeruldelgger, Tempi selvaggiYeruldelgger, La morte nomade, Mato Grosso e Heimaey.

“È un alfastadir”.

“Un castello di elfi? Uno vero?”

“Si. Quelle rocce sono abitate dall’Huldufòlk, il popolo nascosto. Quando hanno costruito il quartiere, hanno preferito aggirarle per non disturbare gli elfi. Infatti, un elfologo è entrato in contatto con loro e ha detto che era meglio evitare la loro collera”.

“Un elfologo? Esiste una cosa simile?”.

“Come no!”, esclama l’uomo “è una dimora per gli elfi. Del resto guardi la numerazione delle case ai due lati. Di fronte, passa da 100 a 104”.

“Mi sta dicendo che alcuni membri del popolo nascosto vivono ufficialmente qui, al numero 102 di questa strada?”.

“Lei ne ha la prova sotto gli occhi!”.

In Islanda, dopo l’ultima eruzione dell’Askja nel 1961,  la caldera principale del vulcano è stata occupata dal lago Oskjuvatn raggiungibile tramite un sentiero che parte dal rifugio Drekagil  alla base del vulcano. L’Askja è un luogo  affascinante  particolarmente ambito dai turisti ed è in questa splendida cornice che  Ian Manook ha ambientato il suo thriller.

Nel  deserto di cenere scompare il corpo di una donna assassinata e a  far luce sullo strano caso viene chiamato il massiccio ispettore Kornelius Jakobson della polizia criminale di Reykjavik. Un rude tipaccio che ricorda un troll. Non a caso i turisti del posto, paragonandolo al mitico personaggio della mitologia scandinava, cercano di immortalarlo nei loro selfie. L’ispettore somiglia proprio a uno di quegli umanoidi dai grossi nasi corpulenti, irsuti e rozzi che vivono nelle foreste. Quelli  che, per intenderci, rubano i bambini nelle culle sostituendoli coi changeling, che in tempi non lontani   giustificavano le nascite di figli deformi nei villaggi.

Ma torniamo a  Kornelius. Davanti a lui si estende la marea di lava pietrificata dell’Askja e la  donna che cerca non c’è più. Sul monitor del drone dell’unico testimone si riconosce il cadavere di una donna nuda con la testa insanguinata e i capelli rossi simili a un ciuffo di muschio. Indossa un unico calzino bianco.  Era  proprio stesa lì dove si trova adesso, ma non c’è più. Ma dove può  essere finita? Nuda per di più.

Il ragazzo col drone venuto  per fotografare il muschio millenario dell’Askja, l’ha solo inquadrata dall’alto e fotografata. Poi, spaventato,  ha prontamente telefonato alla polizia dall’unica casa nei paraggi dove vive un  vecchio marinaio in pensione, ed è lì che Kornelius si dirige a chiedere informazioni. Purtroppo il vecchio, affetto da Alzheimer, appare da subito  poco coerente. E il fatto che in casa ci siano  biancheria ed  effetti personali femminili, che  non è in grado di giusticare, spinge Kornelius a portarlo in centrale per interrogarlo. Gli abiti appartenevano forse alla donna uccisa? È stato il vecchio a farle del male’

Intanto poco distante vengono trovati   un paio di mutandine da donna  e dei cocci di bottiglia insanguinati. Due casi  che   ricordano il fiasco giudiziario che sconvolse l’Islanda a metà degli anni ‘70. Due crimini senza cadaveri e senza prove. Solo dei presunti colpevoli che avevano confessato senza ricordare i fatti. Come non bastasse  un cecchino semina il panico tra i turisti dell’Askja…

Ma  chi vuole davvero colpire  il cecchino?  E che disegno c’è dietro a tutto questo?

Un thriller, splendidamente scritto che non disdegna l’ironia, per un personaggio particolarmente curioso tanto brutto quanto rubacuori che crea da subito affezione nel lettore.

Paola Rambaldi

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...