“Andromeda” di Gianluca Morozzi (Giulio Perrone Editore)

L'immagine può contenere: il seguente testo "Una villa sui colli. Un uomo legato. Il gioiello rubato a una festa. Un segreto. La foto. Gianluca Morozzi Andromeda"

Recensione di Patrizia Debicke

Bologna, 2019. Nell’ampio salone di una villa sui colli, c’è un uomo legato a una croce. Ma non una croce normale a una croce di sant’Andrea, insomma a una croce a X. Una croce che costringe e immobilizza braccia e le gambe in una scomoda posizione.

La vittima predestinata si chiama Dimitri. Mentre davanti a lui nelle vesti di carnefice c’è qualcuno che dice di essere soprannominato Borg, come il celebre tennista tedesco, numero uno del mondo nella classifica dal 23 agosto 1977 al 2 agosto 1981. Il sopranominato Borg ha con sé una motosega e dei secchi di cemento. Non rivela il perché, quale sia motivo della sua furiosa violenza. E invece ciò  che dice a Dimitri è semplice e terribile: “Io ti libererò senza farti niente, solo se ti ricorderai il mio vero nome. Pronuncialo, e non ti accadrà nulla. Altrimenti, ti taglierò a pezzi uno dopo l’altro. Ora dopo ora, giorno dopo giorno.  Ho fatto le cose per bene, cosa credi? Sono anni che mi preparo per questo momento. Anni. Il posto dove ci troviamo, il luogo in cui ti tengo alla mia completa  mercé è il luogo dove tutto è accaduto e solo qui potrà esserci  la punizione o la salvezza”. 

Il boia non ha dubbi, né ripensamenti. Colui che allora aveva machiavellicamente premeditato e messo in atto con astuzia e feroce crudeltà, la mostruosa trappola, la orrida  farsa fatale merita solo quella atroce punizione. Chi ha distrutto il suo spirito, due vite e indelebilmente marchiato l’innocenza di un ignaro agnello sacrificale non merita altro. La sua è sì una vendetta, ma a conti fatti anche un’orribile ma per lui necessaria, indispensabile azione purificatrice  maturata in anni di  inestinguibile sofferenza.  

La tortura si prolunga per giorni crudele, implacabile. Borg  il carnefice, chiede solo che  il condannato rammenti la sua identità.  L’unico modo che concede a Dimitri  per potersi salvare è riconoscere il suo carnefice e pronunciarne il nome ad alta voce.

La sua impotente vittima è terrorizzata, grida , piange inutilmente, domanda pietà ma la sua testa non sa dargli risposta non riesce ad aiutarlo a ricordare quella lontana serata di tanti anni prima. E tuttavia, per aiutare la sua memoria, l’uomo che si fa chiamare Borg comincia a raccontare: frammenti, particolari, fatti…

Ci sarà una  salvezza? Una possibilità di scampo per la vittima predestinata di un efferato sacrificio? Oppure?

Ancora una volta  in equilibrio tra realtà e surreale, Gianluca Morozzi  accompagna i lettori lungo lo scivoloso percorso in discesa di un’anormale storia angosciosa fino a dove il peggio del peggio potrebbe ancora arrivare?  E comunque ci regala una favola oscura  tragicamente  violenta, immersa in atmosfere squisitamente pulp in cui ci svela e traccia i perversi ma incontenibili confini di quella che è stata una certa viziosa esistenza nella Bologna dei colletti bianchi degli anni novanta.

Una favola oscura che ci rimanda con prepotenza a certa letteratura pulp di fine anni Novanta/inizio anni Duemila. Quella tipica letteratura pulp,  squisitamente di consumo che punta su temi di facile presa (sesso e sangue, crimine, violenza,  riutilizzata e ingigantita fino alla parodia, per trattare dei modi più truci della narrativa popolare può tuttora servire, a richiamare l’attenzione sulle dimensioni abnormi di molti fenomeni insiti nella realtà contemporanea (l’omologazione consumistica e la dipendenza dai modelli mediatico-pubblicitari, la ricerca nevrotica di un’attribuzione di senso al vuoto delle esistenze e ohimè  il crimine feroce e gratuito che spesso ne è la conseguenza). Non a  caso diversi scrittori (come N. Ammaniti, A. Nove, D. Luttazzi, A.G. Pinketts), specialmente ai loro esordi, si sono lasciati coinvolgere, dallo sfaccettato ventaglio di opportunità che il pulp offriva generosamente.                                                          

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