“SOTTO IL SOLE BASTARDO” di SEBASTIEN BIANCO (MONDADORI)

Sotto il sole bastardo

#Grandangolo di Marco Valenti

Su Milano il sole è come se non sorgesse mai. Fa capolino ogni tanto, da dietro le nuvole e prova timidamente a diradare la foschia che chiude la città in ogni sua stagione. Sotto questo cielo c’è un senso di imminente sconfitta che non risparmia nessuno e che sancisce per l’ennesima volta come le colpe dei padri ricadano inesorabilmente sui figli. È qui che viene fuori la vera foschia, quella interiore che caratterizza i personaggi del romanzo. Il quadro generale che emerge dal romanzo è quello di una città in cui gli esseri umani non perdono occasione per mostrare il loro lato peggiore.

Jack e Perla si sono creati un mondo in cui solo loro possono accedere. Nati in una periferia dove la fredda luce del sole non è mai riuscita ad illuminare le loro vite, sono cresciuti e hanno preso strade diverese. Ma non si sono mai persi di vista. Sono sempre rimasti fedeli alle promesse dell’infanzia. Oggi Perla fa l’avvocato pro bono per i ragazzi in difficoltà. Mentre Jack lavora in un’officina. Hanno ormai perso l’innocenza ed in parte anche la speranza che un giorno tutto questo possa cambiare. Perla ha bisogno di Jack, ha un caso “particolare” che richiede l’aiuto del suo amico fraterno. Lui è l’unico che potrà prendersi cura del ragazzo e proteggerlo da quel mondo che lui spera di abbandonare. Jack ha un passato burrascono e travagliato. Il suo è un vissuto duro, fatto di privazioni e di odio verso quel mondo “dorato” in cui Perla si muove abilmente. Ma non può tradire la sua fiducia e accetta l’incarico.

Milano non è solo una città senza sole. È anche un mondo in cui la corruzione è legge e tutti coloro che non fanno parte degli “eletti” non sono degni di essere presi in considerazione. È una città spietata coi più deboli, coi diseredati, con tutti coloro che faticano e rischiano di restare indietro. È una città tentacolare che stringe a se e rilascia per sempre con la stessa facilità. Ma Milano è anche la nuova frontiera della criminalità organizzata.

È qui che la ‘ndrangheta ha deciso di spostare il centro dei propri affari, spostand i propri interessi, indirizzandoli verso le nuove mafie, quelle legate alla scalata “legale” delle cosche calabresi che puntano dirette al cuore economico e finanziario di Milano prima e dell’Italia dopo. Quelle stesse cosche che cercano Emiliano, il ragazzo che Jack deve proteggere da un passato e da un cognome che pesano. Non è semplice decidere di defilarsi da un mondo oscuro, violento e spietato come quello delle ‘ndrine. E davanti a queste scelte non ci sono parentele che tengano, tutti sono sacrificabili.

“Sotto il sole bastardo” è un libro doloroso. Ma è un libro che porta un dolore di quelli che aiutano a crescere, a capire dove stiamo andando e come fare a scendere prima che sia troppo tardi, che il treno deragli irrimediabilmente. Il dolore è quello dei personaggi dilaniati dalle mille difficoltà che vedono smarrito ogni senso etico in una metropoli che ha smarrito se stessa, dove la distanza tra ricchi e poveri è sermpre più netta.

“Sai cosa diceva Céline? I ricchi si spendono per il futuro del mondo, fanno opere benefiche, sono altruisti e pensano ai poveri, l’unica domanda che non gli puoi fare, l’unica cosa di cui non parlano mai, è da dove arrivano i loro soldi.”

Il sole bastardo è quello che se ne frega del mondo e non ha intenzione di dare luce e calore. Quello stesso sole malinconico che Jack e Perla vedevano dagli anfratti in cui si nascondevano da bambini, tra muffa, buio e cemento. Guardavano il cielo e pensavano all’assenza di innocenza delle loro vite che scivolavano via. Oggi sono adulti e meno ingenui, ma non hanno smesso di pensare a quel mondo saturo di merda in cui sono cresciuti e che entrambi oggi cercano di combattere. Ognuno a suo modo.

Il sole bastardo che non illumina le nostre vite è quello che riempie i nostri cuori di quella malinconia che nasce dal pensiero per quello che poteva essere e non è stato. Quello che illumina solo il mondo dei ricchi, dei corrotti e dei malavitosi che ignora la bellezza che si nasconde nel vivere del nulla che abbiamo.

Il sole bastardo è anche e soprattutto quello che “fa scendere il suo sangue per spazzare via tutto e che cancella i ricordi.”

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