“Storia del giallo italiano” di Luca Crovi (Marsilio)

Storia del giallo italiano - Luca Crovi - copertina

Recensione di Marco A.Piva

Luca Crovi, stimatissimo critico letterario e musicale, conduttore radiofonico e redattore della Sergio Bonelli Editore, si addentra nella storia del giallo italiano con questo consistente, dettagliato e interessantissimo tomo pubblicato da Marsilio. Ad aiutarlo nell’impresa c’è il ricordo del padre Raffaele, a sua volta grande studioso del genere e autore di una monografia.

Dopo un’interessante disquisizione su cosa voglia dire “giallo italiano”, Luca Crovi ci racconta la storia dei romanzi polizieschi scritti e pubblicati in Italia (e spesso, soprattutto ma non solo durante il ventennio fascista, ambientati all’estero), partendo da quello che può avere ispirato i primi autori, in particolare certi feuilleton francesi, attraverso i primi romanzi italiani che si possono, a posteriori, definire thriller, pubblicati negli anni ’50 del diciannovesimo secolo, e via fino ai romanzi contemporanei, usciti quest’anno e recensiti su blog come questo, che Crovi gentilmente menziona.

Dopo uno studio storico, apponto dall’inizio al giorno d’oggi, concentrandosi su alcuni autori e fenomeni chiave del genere – da Scerbanenco al Montalbano di Camilleri – mentre attraversa l’Italia in lungo e in largo a caccia di giallo, Crovi si concentra su alcune città, le più grandi d’Italia, e su alcune regioni, analizzando più nel profondo gli autori che vi si sono mossi o vi si muovono, i romanzi lì ambientati e i temi comuni che la produzione “gialla” locale tocca.

E naturalmente l’autore di questo saggio non dimentica di ricordarci come molti autori che hanno pubblicato romanzi noti a tutti come “romanzi letterari” si sono anche cimentati con il giallo o il thriller, partendo da Carlo Lorenzini (Collodi) attraverso Italo Svevo (che ha pubblicato un racconto thriller con lo pseudonimo di Ettore Samigli, che usava prima di scegliere quello con cui ancora lo conosciamo – il suo vero nome era Aron Schmitz) e Matilde Serao fino a Matteo Strukul.

. E poi ci sono quelli che, partendo da altri palcoscenici, si sono affermati come autori di questo genere, o almeno hanno pubblicato numerosi romanzi. Il più noto è probabilmente Giorgio Faletti, ma possiamo parlare anche di Gino Vignali (il Gino di Gino & Michele), di Natalino Balasso o di Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni.

Il bello di questa “Storia del giallo italiano” è che Crovi la scrive in maniera divertente, piena di verve, rendendola piacevole da leggere quasi come un romanzo. E di molti romanzi ci accenna la trama, o almeno i temi principali.

Un’unica cosa che consiglierei a chiunque voglia leggere questo libro: tenetevi carta e penna (o la funzione “appunti” dello smartphone) a portata di mano, perché ci saranno decine di romanzi che vorrete cercare di scoprire.

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