“Tra il diavolo e il mare” di Maria Adolfsson (SEM)

Tra il diavolo e il mare - Maria Adolfsson - copertina

Sul comodino della Rambaldi

Maria Adolfsson – Stoccolma – Si è occupata di comunicazione prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Dopo: Inganno e Avviso di burrasca, Tra il diavolo e il mare è il suo terzo romanzo ambientato a Doggerland, un immaginario arcipelago tra Gran Bretagna e Scandinavia.

“Sono sicura che quella ragazza è stata fortunata a essere rapita nel nostro paese. Se fosse successo in America, le avrebbero sparato subito. Non lamentatevi della polizia, ve lo dico io. Fanno il meglio che possono”. Viggo Haugen non era stato del tutto soddisfatto dell’analisi dell’agenzia di comunicazione: “Questo fenomeno non è insolito. La gente del nostro paese, come sapete, è sempre dalla parte degli sfavoriti. Forse ha a che fare con la nostra eredità storica: proviamo simpatia per chi fa una brutta figura e cade in disgrazia, e soprattutto non facciamo i prepotenti con i deboli”.

No, non è proprio del tutto soddisfatto, ma né Jounas Smeed né gli altri devono più preoccuparsi di avere a che fare con i media. Perlomeno finché il vento non cambia un’altra volta.”

Dopo dieci anni di silenzio la famosa Lena Johanson, in arte Luna Johns, classe 1977,  è a Doggerland per tre settimane per registrare un nuovo disco. È altissima, vestita di bianco, bella come una dea e risalta statuaria nell’insipida marea di persone vestite di scuro che la circonda.

L’ispettore Karen Eiken Hornby  la osserva con occhi a capocchia di spillo.  È stato Leo, il suo affittuario, a insistere per fargliela conoscere. Brindano, mentre lui le cinge la schiena. Una confidenza che non le va proprio giù. Da quando è arrivata Luna, Leo  non c’è mai, e rincasa raramente solo  per  dormire. 

Karen  è lì solo per consegnargli le nuove chiavi di casa  dopo che  i ladri  hanno  scassinato la porta  per rubarle l’argenteria.

Continua a guardarla ed  è più forte di lei, questa Luna non le fa alcuna simpatia. Non ha mai apprezzato nemmeno le sue canzoni. Per quanto famosa non è certo ai livelli di Madonna o Lady Gaga.

Consegna le chiavi e se ne va, convinta di non sentir più parlare di lei e invece, l’indomani, apprende che la diva è svanita nel nulla e si vede costretta a indagare sulla sua scomparsa. La cerca nella favolosa villa presa in affitto. Tra due giorni sarebbe dovuta ripartire.  In pochissimi sapevano che era lì,  non sapevano nemmeno  i suoi collaboratori. Possibile?

Che se ne sia andata per  capriccio? Che sia stata rapita? Qualcuno chiederà un riscatto?

Doveva tornare in studio, su sua richiesta, per alcune aggiunte ma non si è vista, e se emettono un mandato di ricerca verranno presi d’assalto dai media.  

E i grattacapi per Karen non finiscono qui. All’alba una donna viene uccisa mentre fa jogging e  ritrovata nuda dalla vita in giù, sulle rive del lago.

Nella stessa zona ci sono già state due aggressioni e dall’ultima sono passati appena quattro mesi.

La Divisione Investigazioni Criminali della polizia di Doggerland prende in carico le due inchieste. Karen interroga i collaboratori di Luna, la donna delle pulizie e il suo ex. Nella villa non vengono rilevate tracce di lotta o altri segni particolari.

Inevitabilmente le ricerche sulla sua scomparsa  e sull’assassinio della  donna del lago si intrecceranno e porteranno a riesumare  vecchi casi legati al tizio tristemente noto come il porco di Moerbeck che l’anno prima ha stuprato tre donne.

Un noir andrenalinico ambientato in un arcipelago immaginario del Mare del Nord, dove anche quando il lettore individuerà il colpevole non saprà egualmente come si evolve la storia fino all’ultima pagina. Perché  se nel giallo ti domandi chi è il colpevole e lo scopri solo alla fine, nel noir ti chiedi cosa sta succedendo. L’odioso colpevole la farà franca? Pagherà per le sue nefandezze? E cosa succederà a Karen?

Una suspense da centellinare come un film.

Paola Rambaldi

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