“Il sogno” di Franck Thilliez (Darkside FAZI)

Sul comodino della Rambaldi

Il sogno - Franck Thilliez - copertina

Franck Thilliez – Annecy –  Ingegnere informatico – Ha pubblicato: Train d’enfer pour Ange rouge, La chambre des morts e Il manoscritto.

“Costruisce una specie di spaventapasseri, utilizzando gli abiti  della vittima precedente, incluse le scarpe, e lo inchioda a un albero. Gli abiti sono  strappati da graffi  – che ricordano il guanto metallico di Freddy Krueger – e macchiati di sangue dei rispettivi proprietari in un modo molto particolare, come se il nostro uomo agitasse in diagonale un enorme pennello impregnato di sangue per far sì che le gocce vadano a colpire i vestiti”. Mimò il gesto. “Così… Al contrario delle apparenze, non credo che agisca sotto l’effetto della collera. Si tratta piuttosto di una messa in scena. Sui due spaventapasseri ritrovati il numero di graffi è complessivamente lo stesso, la distribuzione delle gocce è sempre simile… La testa è fatta con un sacchetto di tela e i capelli sono quelli del bambino appena rapito. Sulla faccia il rapitore disegna con un pennarello nero un volto spaventoso. Grandi occhi neri a forma di stella, denti enormi, naso adunco…”

Trovo una macchia nera  a pagina 7 e mi rabbuio, se c’è una cosa che mi rattrista è  un libro danneggiato. Poi leggo che l’autore ha usato gocce nere  per segnalare i momenti  d’azione del suo thriller  e tiro un sospiro di sollievo. Procedo nella lettura e mi accorgo che manca il capitolo 57. Controllo un paio di volte. Non c’è proprio. Sta a vedere che mi sono persa delle pagine. E invece no. Anche  questo è stato pensato da  Thilliez che ne spiega i motivi alla fine del libro. Mi viene da sorridere,  l’ultima volta che mi sono dovuta concentrare tanto è stata su una cornice concentrica della Settimana Enigmistica.

Franck Thilliez è sorprendente.

Ma veniamo alla storia che si  svolge nell’arco di sei mesi: tra il dicembre 2014 e il giugno  2015, dove conosciamo la trentatreenne psicologa Abigaël Durnan,  laureata in criminologia e specializzata in diritto penale, abituata a risolvere intricati casi, che  stavolta viene chiamata a indagare, col fidanzato-poliziotto Frédéric, sul rapimento di tre  bambini,  scomparsi  a 4 mesi di distanza l’uno dall’altro. Sembra  una donna come tante, ma le cicatrici sulle braccia rivelano da subito che qualcosa non va. Abigaël soffre di narcolessia e  cataplessia, ha vuoti di memoria e cade spesso profondamente addormentata. In quei momenti ha incubi terribili e vive  una realtà distorta.

Per molti il sogno finisce col risveglio. Per lei distinguere tra sogno e realtà è più difficile. Ha visto morire suo padre e sua figlia in un incidente stradale. E quando non si spegne addosso una sigaretta si punge con un ago. Se sanguina è realtà.

Come annunciato in una lettera del rapitore, soprannominato Freddy come il Freddy Krueger dei film, i rapiti presto diventeranno 4. Ogni rapimento è  annunciato da uno spaventapasseri che indossa gli abiti dell’ultimo bambino sottratto.  Abigaël indagando avrà modo di scoprire che  Freddy è una vecchia conoscenza e  che sua figlia potrebbe essere ancora viva e  potrebbe essere addirittura la prossima vittima. Ma chi è davvero Freddy? 

Sull’unico bambino ritrovato  ha tatuato  28 lettere.  Un messaggio che  richiama le parole latine: Puella sine ore vobis salutem dat – La fanciulla senza volto vi saluta. La prima rapita, Alice, è stata avvicinata da un uomo vestito da operaio, che nei rapimenti successivi è stato descritto come un bianco di 1,80.  Victor  è stato rapito da casa mentre la madre era al  cinema e Arthur è scomparso mentre andava  a un allenamento di calcio.

Freddy non fa ritrovare  cadaveri. Il suo DNA non è schedato. Si pensa che agisca da solo. Sicuramente non abita nelle vicinanze. Con cosa si sposta? I bambini sono ancora vivi?  Con che criterio li sceglie?

Per il lettore seguire i salti  temporali tra sogno e realtà della protagonista e sbrogliare la matassa sarà particolarmente divertente soprattutto quando non saprà più di quali personaggi fidarsi.

Un libro da non perdere. Con una traduzione interessante di Federica Angelini.

Paola Rambaldi

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