“I segreti dello zerbino” di Cecilia Pierami e Gian Luca Rocco (Morellini Editore)

Sul comodino della Rambaldi

Gian Luca Rocco e Cecilia Pierami – giornalisti del Tgcom24 sono una coppia di fatto e condividono praticamente tutto, anche questo libro.

“Una delle sue passioni principali, in quel periodo di depressione autoinflitta, era quella di arrotolare con le dita i suoi capelli, formando dei riccioli che poi rilasciava davanti agli occhi, immaginando che fossero delle specie di molle. Precisamente molle molli, esattamente come si sentiva lei: sempre sul punto di scattare, ma mai con le energie giuste per farlo. Le ricordava un grande difetto che i cugini maschi non avevano mancato di evidenziare durante gli infiniti pranzi di Natale: non saper ruttare. Insomma aveva tutta quell’aria dentro e poi, quando ci provava, usciva un rantolo penoso… Molto male, pensava Giorgia, perché tutta quella potenza inespressa prima o poi l’avrebbe fatta scoppiare”.

Se adesso potesse, Giorgia De Rossi, ucciderebbe il fidanzato Manfredi a mani nude, ma si sforza di essere ragionevole. Ha avuto un’educazione cattolica, ha preso botte dalle suore,  scapaccioni da sua nonna, ha fatto yoga e pilates  e se ora si  concentra può perfino vedere Budda che le fa l’occhietto. Il karma scorre in lei. Ma le serve calma, tanta calma.

Riapre gli occhi e torna a guardare Manfredi. Come ha potuto fidarsi di lui? E dire che si riteneva una donna intelligente.

Da ricercatrice precaria alla vigilia dell’agognata svolta di carriera, si è ritrovata contro il destino e  Manfredi stesso, che  ha appena ottenuto un importante incarico vincendo un concorso grazie al lavoro rubato dal computer di Giorgia. E questo non è sicuramente un atto d’amore.

Lo stomaco le punge dalla rabbia. Come sono arrivati a questo punto? Dov’è finito l’amore?

Vorrebbe far finta di niente e superare quest’ingiustizia, ma non ci riesce proprio.

Gli ha sfregiato la macchina, ma non c’è stato gusto perché lui  l’ha subito fatta riverniciare.

Adesso vuole  solo  schiacciarlo come uno scarafaggio. Punirlo.

E invece lui fa la scena madre,  scuote la testa e  dice che l’ama.

Lei lo manda a quel paese ma come in tutti i momenti meno opportuni come al solito sviene.

Da quando è finita la storia con Manfredi è diventata cliente fissa del Bar Gino’s e cerca di annegare i dispiaceri negli spritz  perdendosi tra i pittoreschi avventori del locale, che sono sempre gli stessi, e che col passare del tempo somigliano sempre più a una immaginaria famiglia allargata. Con molti di loro il rapporto  sfiora quasi l’amicizia e visti da fuori sembrano tutti far parte della stessa squadra. Una squadra di sfigati, ma pur sempre una squadra. E quel senso di appartenenza le piace e questo può bastare per trasformare la sua disavventura in un affare di famiglia e la vendetta in un piacere ruvido come uno zerbino.

Il suo problema ha molte sfaccettature: amore, odio, Thanatos.

Ha amato Manfredi e adesso lo odia. Si era illusa di essere felice e adesso lo vuole morto.

O perlomeno  vuole fargli tanto male. E dopo  aver affogato la  rabbia nei superalcolici, realizza che proprio dal Gino’s potrebbe nascere la sua vendetta ed è pronta a mettersi in contatto col cagatore. Un mito. Nel quartiere tutti conoscono la leggenda del cagatore su commissione, quello che defeca sugli zerbini. Per avere i suoi servigi basta lasciare un pizzino dietro al telefono a gettoni del Ginos’s Bar e aspettare.

Giorgia non sa nemmeno se crederci, ma infila egualmente la sua richiesta scritta tra il telefono e il muro e non  passa molto per accorgersi di un altro pizzino. Possibile che ci sia già una risposta?

E le viene da svenire come al solito.

Giorgia otterrà la sua vendetta?

Ecco una storia originale,  divertita e divertente,   che non vi deluderà.

Paola Rambaldi

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