Le segnatrici di Emanuela Valentini (PIEMME)

#sul comodino della Rambaldi

Emanuela Valentini – Roma – Editor freelance – Ha vinto numerosi premi per la narrativa breve e ha pubblicato in digitale il serial Red Psychedelia – Scrive per Wired Italia. Le segnatrici è il suo debutto nel thriller in corso di pubblicazione in diversi paesi del mondo.

“Qualcosa nella sua voce, nel suo modo di fare pratico e deciso, mi costrinse ad assecondare la sua richiesta. Tamponai bene il taglio per non farla sporcare con il mio sangue e poi tirai via le garze e le mostrai il dito. Il dolore era acuto, e pulsava. Rebecca mi sorrise, come a tranquillizzarmi. Era strano, assurdo, io ero il medico, ma sentivo che quella bambina si stava in qualche modo prendendo cura di me: era una sensazione tangibile di potenza e vicinanza e qualcos’altro che ancora non mi riuscivo a spiegare e che per un attimo mi turbò profondamente. Devo andare a disinfettare il dito e lasciare in pace la bambina. Però non mi mossi.”

Le segnatrici. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’idea di partenza di questo romanzo che non credo sia ancora stata sfruttata da altri. Se un giorno dovessi aver bisogno non esiterei a ricorrere a una segnatrice. Dalle nostre parti se ne trova ancora qualcuna. Conosco gente che ha fatto segnare l’Herpes zoster ed è guarita all’istante. L’Herpes zoster per intenderci è quello che qui comunemente chiamano  fuoco di Sant’Antonio, un’infezione virale, dolorosissima, conseguente alla riattivazione del virus varicella-zoster, che indebolisce il sistema immunitario e che solitamente mette fuori combattimento per mesi chi ne è affetto.

Ma veniamo alla storia.

Sara Romani, stimata oncologa del Sant’Orsola di Bologna, è costretta a recarsi a Borgo Cardo ai funerali dell’amata compagna di giochi Claudia Terrisi, i cui resti sono appena stati ritrovati a distanza di ventidue anni dalla misteriosa scomparsa.

Quel ritorno le pesa. In paese ci sono facce e situazioni che vorrebbe dimenticare e tornarci rappresenta un burrascoso tuffo nel passato.

Parcheggia fuori dal centro abitato, tentata fino all’ultimo di andarsene. Il paese è più piccolo di quel che ricordava, ma boschi e montagne intorno fanno ancora paura. E pensare che da piccola, quando non sapeva ancora quanto fosse pericoloso, ci trascorreva intere giornate in quelle selve.

Ad attenderla trova gli amici di un tempo Emilia e Marco che ancora non le perdonano di essersene andata.

Gli altri paesani, nel riconoscerla, bisbigliano e si danno di gomito al suo passaggio.

In chiesa i resti di Claudia sono stati raccolti in una scatola. Alcune ossa sono state trattenute dalla scientifica per gli ultimi rilevamenti. L’hanno trovata vicino al fiume, durante gli ultimi lavori di ristrutturazione al ponte. C’erano un teschio e poche ossa. Claudia zoppicava. E il riconoscimento dei resti è stato facile per via della tibia sinistra più corta. Non c’erano dubbi. Non poteva che essere lei.

Claudia era una segnatrice ed era scomparsa nel nulla in una giornata di pioggia, sicuramente rapita. Probabilmente ammazzata lo stesso giorno della scomparsa e seppellita vicino al fiume.

Qualcuno indagherà sulla sua morte?

Il caso verrà riaperto?

Sara nel poco tempo che si trattiene in paese ha modo di conoscere un’altra segnatrice, Rebecca, la figlia del sindaco, che guarisce una sua ferita.

Quando ti segnano resti debitrice e devi ricambiare.

E quando la piccola Rebecca sparirà nel nulla per Sara cercarla sarà un impegno per sdebitarsi.

Ma che mistero nascondono le segnatrici?

Bellissime descrizioni di posti, persone e odori nel fulminante esordio di Emanuela Valentini.

Paola Rambaldi

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