“La ragazza zero” di A.A. Dhand (SEM)

#Sul comodino della Rambaldi

A.A. Dhand – ex farmacista – dopo il successo dei suoi libri si è dedicato interamente alla scrittura. Dai suoi romanzi con protagonista Harry Virdee verrà tratta una serie televisiva prodotta dalla BBC.

“Nel rispondere alla chiamata, quella mattina, il suo pensiero era andato subito alla famiglia che stava per essere devastata dalla notizia in modo insanabile. La sua famiglia. Una famiglia nella quale lui era ormai un estraneo, perché aveva deciso di sposare una musulmana. Suo padre, l’ultima volta che l’aveva visto, aveva avuto una reazione talmente violenta da costringere la madre di Harry a intervenire. E se non l’avesse fatto? Harry chiuse gli occhi, cercando di concentrarsi sul presente. Si era sempre immaginato, un giorno, di tornare per essere accolto a braccia aperte. O qualcosa di simile. O in qualsiasi modo. Ora invece sapeva che sarebbe tornato per comunicare la peggiore notizia possibile. Fa il tuo lavoro come non l’hai mai fatto prima. Per Tara. Per tutti loro. Ma nel suo lavoro c’erano delle complicazioni, una delle quali proprio in quel momento veniva verso di lui.”

Una ragazzina fugge da un furgone. Dov’è sua madre? L’uomo che la insegue la chiama per nome e dice di essere il suo padrone. Lei spera che qualcuno senta le sue grida. È ferita. Non trova posti per nascondersi. L’uomo la raggiunge, le piega le gambe con un calcio, la chiude in un sacco e la porta via.

Undici anni dopo siamo a Bradford, Inghilterra, la cittadina soprannominata Gotham City dai giornali che è stata un importante centro tessile prima del rovinoso declino che l’ha consegnata a miseria, droga e prostituzione.

A Bradford gli omicidi sono all’ordine del giorno ed Harry Virdee, detective della squadra omicidi di origine indiana, è costretto a pattugliarla giornalmente. Harry è un sikh che ha sposato una musulmana.

Oggi, ha appena riempito il baule di fuochi d’artificio per la notte dei falò del capodanno indiano per fare una sorpresa alla moglie, ma viene chiamato sulla scena di un delitto nella parte più miserabile della città dove la criminalità è fuori controllo.

Un caso d’omicidio proprio la mattina di Diwali non ci voleva.

Il Diwali è la festa indiana della luce. La festa del bene che vince sul male. La festa che si celebra in famiglia. E il delitto con cui ha a che fare è peggiore degli altri.

Quando, al centro di un appartamento semidistrutto, illumina con la torcia il corpo di una ragazza morta con un coltello da cucina piantato nel torace, e le scosta i capelli dal viso, riconosce la nipote Tara, la figlia di suo fratello Ronnie, il capo del cartello che controlla la droga a Bradford, l’uomo più pericoloso della città.

Harry non vede sua nipote da 4 anni. La decisione di sposare Saima l’ha tagliato fuori da tutti i parenti. Il suo capo adesso vuole togliergli il caso perché è troppo emotivamente coinvolto, ma tocca a lui dare la notizia a Ronnie e c’è rischio che suo fratello voglia vendicarsi.

Quel delitto è forse legato ai suoi loschi affari?

Ronnie e i genitori sono sorpresi di vederlo. Dopo la rottura dovuta alla decisione di sposare una musulmana non l’hanno mai perdonato. Le indagini da subito sembrano orientarsi su una vendetta fino a che Sarah, un’amica di Tara, non inizia a raccontare di cosa si occupava la ragazza prima di essere uccisa.

Tara indagava su un traffico di schiave bambine destinate alla pedofilia.

Per risolvere il caso Harry dovrà scavare nella vita della nipote che se n’era andata di casa per allontanarsi dai loschi traffici del padre, e farà del suo meglio per venirne a capo.

Una scrittura cruda e asciutta per una storia brutale dall’inizio travolgente che porterà a un degno finale.

Curiosissima di vedere la trasposizione televisiva prodotta dalla BBC.

Paola Rambaldi

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