Morte a Trecolli di Carmelo Pecora (Damster)

Sul comodino della Rambaldi

Carmelo Pecora – ex ispettore della Polizia scientifica di Forlì – Ha pubblicato: Tre ragazzi in cerca di avventure,  9 maggio 78 – Il giorno che assassinarono Aldo Moro e Peppino Impastato, Povere negli occhi. Strage 2 agosto,  Ustica –  Confessioni di un angelo caduto , Gli infedeli – Storie e domande della Uno bianca, Tre ragazzi in cerca di avventure e sette racconti, Resistere era un dovere – storie di partigiani e di staffette e  tanti racconti in antologie.

“Il rumore dei tacchetti degli scarpini inizia a mescolarsi alle parole, questo è il segnale che più di uno è pronto per scendere in campo. La maggior parte di noi indossa guanti e berrettino di lana, siamo davvero lontani dagli stereotipati atleti che vediamo in tv e che giocano con la sola maglietta. Lo abbiamo fatto anche noi, per tanti anni, ma adesso è cambiata una delle condizioni principali. L’età!”

Sul cartello c’è scritto: Tri Col in romagnolo.   

Trecolli è  un paesino medievale dislocato a 700 metri d’altezza perso tra le colline forlivesi ai confini della Toscana. Conta 1959 abitanti che triplicano in estate con l’arrivo di parenti e turisti e le vie sono dedicate agli eroi dei mondiali di calcio del 1982.  

Trecolli è  un piccolo mondo ed è anche il posto dove il  maresciallo Carmelo Pecora, dopo una vita di trasferte,  ha deciso di trascorrere gli ultimi mesi  che lo separano dall’agognata pensione. Ci vive con  la moglie Alessandra, la sua adorata Miss Marple che ogni volta ama metter naso nelle sue indagini, e con una femmina di  pastore tedesco di nome Beba.

Una vita felice se non fosse che  figli e  nipotini vivono lontani.

Ogni fine settimana riunisce la squadra amatoriale del Sangiovese Football Club per giocare l’abituale partita. Gente che non si arrende all’età, da  sempre appassionata di calcio che si ritrova tutti i venerdì che Dio manda in terra, incurante delle intemperie, nel campo parrocchiale a pochi passi dal torrente Tagliacarte.

L’iniziativa ha larghi consensi e le immancabili differenze politiche si appianano  in campo.

Anche stasera la partita avrà  una buona affluenza e Rossi e Gialli si scontreranno  senza fare sconti a nessuno. La serata è umida e fredda ma la voglia di giocare è tanta. Non sono più ragazzi ma hanno lo spirito giusto. Ma questo venerdì non sarà come tutti gli altri e negli spogliatoi si rumoreggia su un tizio che ha mancato di rispetto a una donna in paese, tale Libero Primo detto E Porc. Uno che tutti odiano.

Dicono  che prima o poi la pagherà.

Il maresciallo cerca di placare gli animi, la legge va rispettata. Nessuno può farsi giustizia da solo  in base a delle chiacchiere. Anche se il giornalaio sogna  già che succeda qualcosa per vendere qualche giornale in più.

Le luci in campo si accendono e il malumore è palpabile. La partita finisce 2 a 2. Dopo cenano tutti insieme all’Osteria del tempo perso e giocano a carte. Una breve  scossa di terremoto li coglie impreparati ma  poi rincasano tutti tranne uno.

Il mattino dopo gli spazzini trovano un corpo a terra sotto il campanile della chiesa della pace colpito a morte alla testa. È  l’odiato Libero Primo.

Vengono immediatamente avvisati i carabinieri e il medico legale Dottoressa Gagliardi.

Ma chi ha ucciso Libero Primo detto E Porc l’uomo che tutti in paese odiano?

“Guarda Libero Primo o Primo Libero, si abbassa e tocca la giugulare.

– Sì, effettivamente per E Porc non c’è nulla da fare”.

Ecco la piacevolezza della scrittura di Carmelo Pecora in  un giallo classico con sorpresa finale.

           Paola Rambaldi

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