“LA SALITA DEI SAPONARI” di CRISTINA CASSAR SCALIA (EINAUDI)

La Salita dei Saponari - Cristina Cassar Scalia - ebook#Grandangolo

Recensione di Marco Valenti

Cristina Cassar Scalia, siciliana di Noto, ma trapiantata a Catania, dove esercita come medico oftalmologo, continua a regalarci romanzi di qualità. Dopo “Sabbia nera” del 2018 e “La logica della lampara” dello scorso anno è nuovamente in libreria con “La Salita dei Saponari”. È ancora il vicequestore aggiunto Vanina Guarrasi l’attrice protagonista delle vicende raccontate nelle 312 pagine del romanzo edito anche questa volta da Einaudi. La ritroviamo esattamente dove l’abbiamo lasciata, alla fine del secondo episodio di questa che pare essere una saga felicemente destinata a proseguire a lungo.

Catania, aeroporto di Fontanarossa. Cielo coperto, raffiche di vento e temperatura che si assesta intorno ai 4°c. Un quadro decisamente inusuale per la città. Altrettanto insolito è il cadavere che viene ritrovato nel parcheggio dell’aeroporto. Si tratta di un cittadino cubano, naturalizzato statunitense, con passaporto italiano ma residente in Svizzera. Qualcuno gli ha sparato al cuore. L’uomo ha un passato oscuro, e girano voci che avesse amicizie pericolose, interessi in attività poco pulite. Poco tempo dopo a Taormina, nel giardino di un albergo, viene rinvenuta cadavere quella che si scoprirà essere una sua “intima” amica. Che cosa lega i due delitti? Una pista passionale o un “intrigo internazionale” per citare la pellicola del 1959 di Hitchcock?

Toccherà proprio al vicequestore Guarrasi cercare di venire a capo di questo caso che pare non promettere niente di buono. Così come nulla promette il suo futuro. Ancorata ad un passato che non la lascia libera di guardare al domani in modo indipendente, vive un’esistenza divisa tra Palermo e Catania. Tra il suo recente impiego alla catturandi e il ritorno alla mobile alle pendici dell’Etna. Un’esistenza dicotomica in senso assoluto la sua, non solo sul piano come detto profesionale ma anche e soprattutto personale, con l’altalenante relazione con il magistrato palermitano dal quale cerca vanamente di emanciparsi.

Vanina vive l’impossibilità di essere “normale”. Chiusa tra i dolorosi ricordidi ciò che le ha indissolubilmente sengnato la vita e quel domani che teme al punto di fuggire ogni possiblità di essere realmente felice, incarna l’essenza stessa dell’essere umano, preso dalla voglia di irrazionalità ma troppo debole per dare seguito ai propri istinti. Nonostante l’indubbia competenza ed abilità professionale riconosciuta anche dai colleghi Vanina Guarrasi paga le proprie oltremodo le propire debolezze, chiusa in quegli atteggiamenti che paradossalmente sono anche al tempo stesso la sua forza. È un personaggio stratificato ed affascinante che non mancherà di regalarci sorprese nei prossimi episodi della saga, mostrandoci lati che ad oggi ignoriamo. In fondo Vanina è il prototipo della donna moderna. Incarna il manifesto della donna d’oggi. Logorata tra il dovere imposto dal ruolo sociale e la voglia di lasciarsi andare, cercando di sfidare gli stereotipi che la relegano in un ruolo che sente non appartenerle. Una donna che tutti vorremmo incontrare. Una donna con cui confrontarci e con cui scambiare allegramente le rispettive debolezze.

Il rapporto con il passato è una delle chiavi di lettura del romanzo. Quel passato che torna a chiedere il conto in modo puntuale, che non fa sconti e che non perdona mai, nell’ultima parte del romanzo lascia intravedere un futuro a tinte forti. Si dice che non sia per nulla facile chiudere con il passato, e questo “La Salita dei Saponari” pare andare in quella direzione in modo deciso ed incontrovertibile.

L’altra grande protagonista del romanzo non può non essere Catania. Raccontata con un entusiasmo costante ma mai sopra le righe che non fa sconti ma cerca anche di rendere giustizia ad una terra stupenda che ha vissuto troppo a lungo di luoghi comuni. Catania è al centro di ogni pensiero, di ogni riflessione che si discosta dalla storia del doppio omicidio. È lì. In attesa. Pronta a sedurre. Bellissima e sensuale come solo le città siciliane sanno essere. Possiamo vederla come l’attrice non protagonista che si prende le luci della ribalta coi suoi odori, sapori, e con le irrinunciabili consuetudini. La Cassar Scalia non risparmia critiche alla gestione del patrimonio dell’isola, ma lo fa in modo delicato, senza calcare la mano su toni scandalistici cari a protagonisti politici contemporanei che cavalcano i fatti di cronaca per propri tornaconti. C’è molto più di quanto si pensi in questo romanzo, basta volerlo cogliere e andare oltre le vicende della mobile di Catania. C’è l’amore per una terra che prima o poi riuscirà ad emanciparsi e raccontare la propria infinita bellezza. Alla faccia di quel passato di cui parlavo. Quel passato che troppo spesso le ha negato una meritata ribalta. Brava dunque la Cassar Scalia nel dire ma non dire, nel lasciar intendere e nel nascondere, come da tradizione sicula, e nel trascinarci in un mondo da cui non sarà facile distaccarsi una volta chiusa l’ultima pagina del romanzo.

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Una risposta a “LA SALITA DEI SAPONARI” di CRISTINA CASSAR SCALIA (EINAUDI)

  1. patriziadebicke@yahoo.it ha detto:

    piacevolissimo

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