“Play” di Laura Orsolini (La memoria del Mondo Editrice)

Play, il nuovo libro di Laura Orsolini | Sempione NewsSul comodino della Rambaldi.

Laura Orsolini – Consulente editoriale e libraia della Libreria Millestorie di Fagnano Olona (VA) – Responsabile del Camp di Scrittura Teatro e Illustrazione della Gazzetta Summer Camp (La Gazzetta dello Sport) cura la rubrica settimanale Mamma scegliamo un libro su Varesenews – Insegna scrittura creativa all’Università della terza età di Castellanza nelle scuole primarie e secondarie e ha all’attivo 10 pubblicazioni.

Vasco, lì dentro, era l’uomo invisibile. Troppo intelligente per stare col Compartimento quattro, troppo scemo per stare con quelli del Compartimento due, troppo serio per stare con una del Compartimento tre, non ancora così disperato per mettersi con una del Compartimento uno. Non parlava con nessuno e stava in silenzio. Tre anni consecutivi senza aprire bocca: un record mondiale. Ascoltava le spiegazioni dei professori per non dover studiare a casa e per il resto del tempo gironzolava per i corridoi dell’istituto, che conosceva meglio di chi ci lavorava. L’unica persona con la quale riusciva a spiccicare due parole era Giovanni.

C’è un diario dalla copertina rossa che parla di un amore finito. Di due ragazzi che si recano in una baita di montagna. Guida Nicola che ha la patente. Fa freddo. In sala il camino è spento e in camera c’è un comodino pieno di cassetti che invita a curiosarci dentro e un coltello pronto a siglare un patto di sangue.

Un taglio che darà lo stesso doloroso piacere dell’amore provato.

Ma quel diario parla anche dell’intenzione di suicidarsi.

Poi c’è Vasco, 16 anni, che frequenta il liceo scientifico. Che è intelligente ma non si applica e che al di fuori della scuola passa le sue giornate a giocare alla PlayStation.

Play, il nuovo libro di Laura Orsolini | Sempione News

A scuola non parla e non familiarizza con nessuno se non col bidello.

È un solitario che osserva con distacco il mondo dal finestrino del pullman che lo riporta a casa dove sua madre lascia pasti nel microonde e bigliettini affettuosi sui mobili.

Quando lo cerca dal lavoro lui non sempre risponde, perché l’unica cosa che gli preme è dedicarsi ai suoi videogiochi preferiti che sono l’unico mondo possibile dove vorrebbe vivere.

La separazione dei genitori avvenuta quando aveva solo 7 anni l’ha segnato e il sentirsi rifiutato dal padre l’ha isolato sempre più.

La sua vita segue ritmi ripetitivi scanditi dalla scuola, dove ascolta le lezioni dei prof per non doversele poi studiare a casa e dai giochi alla Play che lo trovano sempre più abile e veloce.

Poi una mattina il destino lo sorprende col ritrovamento del misterioso diario dalla copertina rossa sulle scale di scuola. Di primo acchito sembra uno di quei banali diari dove le ragazze appuntano le loro sofferenze amorose e Vasco è quasi tentato di liberarsene. Il fatto che sia scritto con una penna stilografica fa pensare che appartenga a una ragazza. Ma scorrendo le prime pagine ha modo di rendersi conto che non è un diario qualsiasi. Parla di un patto di sangue, di una baita persa tra i monti e di un suicidio da realizzare a breve.

Da quel momento l’unico obiettivo di Vasco sarà ritrovare il proprietario del diario per impedire che si uccida.

Ad affiancarlo nelle ricerche ci saranno Martina, ex brutto anatroccolo della scuola, che Vasco improvvisamente scopre in tutta la sua bellezza e il prof. Aurelio Sarti, che da tre anni passa tutti i giovedì a dargli ripetizioni di matematica.

La vicinanza di Martina e le indagini sul diario lo spingeranno fuori dalla sua rassicurante routine per affrontare finalmente il mondo esterno.

Play, che prende il nome dalla PlayStation, intreccia storie di adulti e ragazzi, ma parla soprattutto delle solitudini di Vasco e Martina.

E le lezioni apprese dai videogames non si riveleranno del tutto inutili.

Una bella scrittura che ti fa sentire a casa per un romanzo rivolto ai ragazzi, che non è solo per ragazzi.

Brava, Laura Orsolini.

Paola Rambaldi

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