“Il paradiso per sottrazione” di Daniele Trovato (Alter Ego Edizioni)

Il paradiso per sottrazione - Daniele Trovato - Libro - Alter Ego ...Sul comodino della Rambaldi

Daniele Trovato – Roma – Dopo aver ricevuto numerosi premi per i suoi testi teatrali ha cofondato il collettivo Guerriglia Radio, ed è redattore e speaker dell’omonimo podcast radiofonico.

Ha pubblicato i romanzi: Ali e Corazza e Valpurga tratto dalla sua raccolta Filosofavole.

La mattina al lavoro ho l’emicrania e la bocca secca, la cera mortuaria e foruncoli rossi che non vedevo spuntare da più di dieci anni. Le ossa mi fanno male, sudo freddo e l’altro ieri al bar davanti all’ufficio ho rischiato di svenire. Mi sono trovato aggrappato al bancone in preda a una vertigine, col panino sparpagliato in terra e le gambe che tremavano. La cassiera mi ha prontamente portato una sedia sulla quale scivolare, mentre il barista mescolava acqua e zucchero. Ho impiegato cinque minuti a rimettermi in piedi, imbarazzato per le domande di una decina di avventori del bar riuniti in capannello, tutti medici improvvisati. Se ne stavano lì a dire che dovevo farmi controllare questo e quell’altro, senza che io riuscissi nemmeno a capire le parole. Volevano facessi le analisi del sangue e delle urine, ognuno con un caso di svenimento in famiglia da raccontare. Mai niente di grave, fortunatamente, ma è buona norma fare un controllo. Non ho niente, ripetevo biascicando, è soltanto che ho dormito poco ultimamente. Non dormo. Non dormo, cazzo…”

Alla manifestazione l’incontro è breve e senza presentazioni. Partecipano gruppi provenienti da tutto il paese e molti stranieri. Arrivano gradualmente per passaparola quando la piazza è ancora vuota. Al corteo partecipano 50.000 persone: partigiani, sindacalisti, pensionati, studenti… una galassia di illusi che sfila compatta sotto le telecamere, davanti ai poliziotti e ai negozianti incazzati per via dei negozi chiusi. E loro sono davvero in tanti nascosti dai passamontagna. Sono quelli che non vorremmo mai vedere, gli infiltrati che nessuno vuole. Marco e Valter, sentono salire l’andrenalina nel muoversi veloci e silenziosi cercando di restare invisibili fino al momento degli scontri quando: provocheranno i poliziotti, incendieranno cassonetti, prenderanno a sassate le vetrine, fracasseranno bancomat, danneggeranno agenzie interinali e scaglieranno molotov contro le banche.

Marco non colpisce mai per primo aspetta sempre che siano gli altri a portarlo alla violenza e tra le sue regole c’è quella di non lasciare mai uno di loro in mano ai poliziotti.

Ma stavolta non sarà così. Quando i militari colpiscono Valter, infrange la regola e lo abbandona al suo destino. E il poliziotto con la visiera ancora sporca del sangue di Valter lo guarda andar via.

Il protagonista, Marco Bezzi – detto Carcassa – racconta la storia in prima persona. Da tempo vive una doppia vita: quella di attivista politico dei black bloc, oppositore del sistema, e quella da precario nel call center di una banca che mantiene vivo l’odiato sistema.

Si ribella a modo suo in modo inadeguato e vive alla giornata.

Una parte di lui vive di violenza, vandalismo e conflitto fisico nella frangia più dura dei manifestanti e l’altra si disperde in un lavoro che non lo interessa. E in mezzo c’è la convivenza con Monica, la donna che ama, completamente estranea alla sua area politica e a tutto il resto.

Una serie di eventi lo spingerà a districarsi dal suo dualismo e la lacerazione lo porterà lentamente a integrarsi meglio nel lavoro e ad avviare una escalation di tipo opposto.

Marco a casa, si sforza di assopirsi accanto a Monica, fanno l’amore. Da quando ha smesso di fumare erba non riesce più a dormire. Soprattutto dopo quell’ultima manifestazione in piazza. E si addormenta solo all’alba guardando documentari. Ogni mattina lo aspetta il cubo con pareti di plastica dell’open space della banca, circondato da facce che asseconda solo se gli tornano utili.

Un libro dalla trama interessante che mi è davvero piaciuto. Ben trovato, Trovato.

Paola Rambaldi

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