“Amanti e rivali” di Cinzia Tani (Mondadori)

Recensione di Patrizia Debicke 

Siamo partiti da un primo capitolo di Cinzia Tani, Figli del segreto, che ci ha accompagnato a volo d’uccello in Spagna, Portogallo, Inghilterra, Fiandre, Danimarca, Ducato di Milano, Regno di Napoli, fino ad arrivare alle coste dell’Africa, a Tunisi. Un capitolo che introduceva i ragazzi Acevedo e le loro vite destinate a legarsi a quelle dei reali spagnoli, dei rappresentanti della corte sovrana fiamminga e di altre grandi e potenti corti europee, trasformandoli in attori, testimoni e vittime di quello che fu un grandissimo secolo, il Cinquecento. Nel secondo capitolo, Donne di spade, abbiamo continuato a seguire gli Acevedo, vero fil rouge della narrazione, quando un’importante parte della Grande Storia si avviava al tramonto e le loro vite prendevano diverse direzioni. Nel 1556 infatti Carlo V, prendeva la decisione di abdicare e dividere il suo impero tra il figlio Filippo che sarà sovrano di Spagna, delle Americhe delle Fiandre e delle due Sicilie e il fratello Ferdinando che avrà Austria, Croazia, Ungheria e l’ambito titolo di imperatore del Sacro Romano Impero e di ritirarsi in una monastero dove morirà due anni dopo. Da quel momento l’Europa si fa teatro e diventa campo di battaglia di una lunga, sanguinosa e insanabile pare guerra di religione con in testa i crudeli dettami della Spagna che, sotto l’impulso di Filippo II, è determinato a difendere a oltranza il cattolicesimo contro gli eretici e gli infedeli. Amanti e rivali, l’attuale capitolo, terzo e ultimo tassello della saga asburgica di Cinzia Tani è appena approdato in libreria.

Per introdurlo non possiamo evitare di parlare del suo secolo il ‘500 che fu foriero di immensi cambiamenti epocali. Un secolo che rese le meraviglie delle Americhe a portata di navigazione, un secolo con i diversi stati che si affrontavano per la supremazia sui mari e vide la pirateria resa legale da patenti sovrane. Un secolo che permise l’esplosione dello splendore di pittura, scultura, oreficeria, dell’architettura, frutto della eccezionale creatività dei massimi artisti e allo stesso tempo un secolo multiforme, testimone di cavallereschi tornei tra principi e di orrende guerre fratricide foriere di barbaro sterminio, provocate da ostinate rivalità e da aberranti prevaricazioni. Un secolo di consolidate geometrie politiche che miravano a saldarsi con matrimoni d’interesse, celebrati a ogni costo e con l’unico scopo di rafforzare le alleanze. Un secolo fatto di fragili paci e di foschi intrighi che videro gli albori di nuovi stati e l’incontrollabile fiorire di nuove religioni che contestavano le cristiane sregolatezza romane. Non fu certo un secolo fatto da “buoni”. Fu il secolo in cui la stella di Carlo V brillò per quasi quarant’anni e il tallone degli Asburgo poggiava praticamente incontrastato sull’Europa intera, ma che dovette far fronte anche al pericoloso premere e dilagare degli infedeli da Oriente, verso l’Occidente fino a Lepanto e al memorabile scontro della cristianità unita contro i Turchi. Un secolo il ‘500, in cui Lutero, il monaco tedesco, affisse sulla porta della chiesa di Wittemberg quelle 95 rivoluzionarie tesi che sconvolgeranno l’Europa tanto da far scricchiolare persino il papato. Ora però, è doveroso, torniamo al libro. Della tribù dei fratelli Acevedo dopo la morte di Gabriel, Manuela, Federico e Octavia, nel grande palazzo di Toledo,non resta che Sofia. Oramai unico pilastro e punto di riferimento di figli e nipoti. Tormentata depositaria di tutta una travagliata vita familiare densa di segreti e troppo spesso provata dalla tragedia. Ma quello che è un ultimo segreto vedrà la luce in virtù dell’inatteso bussare di qualcuno alla sua porta. Un arrivo che porterà la definitiva soluzione di un mistero ma anche il calore di Lola una sorella, una sconosciuta sorellastra della quale aveva sempre ignorato l’esistenza e dei suoi due figli. Il palazzo anche per la loro presenza riprende vita. Nuove idee, nuovi sogni, nuovi orizzonti. Filippo II, governa da dispotico sovrano, succube delle trame di un consigliere, alla morte delle prima amata moglie Isabella di Valois si è risposato con una prima cugina ripetendo ancora una volta l’errore asburgico di matrimonio tra consanguinei, nipoti e cugini, che hanno tarato i suoi successori. L’atmosfera a corte – dove ritroviamo la bellissima Ana de Mendoza, sempre alle prese con le sue oscure macchinazioni- è permeata da una eccessiva religiosità. Filippo II ha accettato il riconoscimento e la legittimazione del fratellastro, Don Giovanni dì Austria, il bellissimo e coraggioso bastardo di Carlo V, cresciuto da fedeli sudditi dell’imperatore, ma lo usa senza scrupoli. Nonostante che Giovanni torni vittorioso da Lepanto, gli tarpa le ali. Gli affiderà con il governatorato delle Fiandre, dove Giovanni chiamerà in appoggio il nipote, amico e coetaneo Alessandro Farnese (figlio di Mergherita d’Austria primogenita legittimata di Carlo V) con l’incarico di reprimere la rivolta protestante e pacificare il paese, ma gli taglierà i rifornimenti. Ovunque in Francia e altrove nonostante i numerosi editti che garantiscono la libertà di credo, appoggiati dalla protestante Inghilterra , dai Paesi Bassi e dai tanti e potenti principi luterani lo scontro di religioni si fa ogni giorno più cruento. In Francia, sotto il regno di Carlo IX, nella notte di San Bartolomeo, tra il 23 e il 24 agosto 1572, con l’avvallo della regina madre Caterina de’ Medici si consuma la strage degli ugonotti per mano dei cattolici. E sarà proprio presso la corte francese dove domina la presenza della bellissima e scaltra Margherita di Valois, Margot, moglie di comodo di Enrico di Navarra . che si troveranno le figlie di Dorotea, le gemelle Acevedo, Camila e Clara, tanto diverse tra loro ma unite da un esclusivo legame, destinato a deteriorarsi nel momento in cui entrambe, fatalmente, si innamoreranno dello stesso uomo. Perché una profezia che le riguarda sta per avversarsi. Dove non sarà il destino a infrangere sinceri giuramenti di felicità, saranno ancora una volta le ragioni della Storia e il destino a guidare e fermare le scelte dei singoli, come nel caso del grande ma irrealizzabile amore tra la bella Claudia, figlia di Octavia Acevedo e il principe Guglielmo d’Orange. Tante vite inanellate da fatti quotidiani, da azioni sia nobili, che condannabili. Alcune storie urtano, ripugnano, mentre altre conquistano e sorprendono, tante storie che mischiano personaggi e vite reali alla fiction sempre utile a spiegarci meglio le loro personalità. Una narrazione, diretta, intensa e appassionata che riesce a far risorgere un certo passato attraverso personaggi, momenti, e situazioni. Una vicenda storica lineare concepita in modo interessante e scorrevole, teso a focalizzare e descrivere in dettaglio le vite e gli avvicendamenti storici dei protagonisti in modo da dar loro una nuova voce e una nuova vita. Una conclusione consolatoria con i figli, i nipoti e i pronipoti superstiti riuniti a Natale del 1599, cento anni dopo l’uccisione degli Acevedo. Membri di una composita famiglia che si ritrovano dove tutto era cominciato, a Toledo, nell’antico palazzo di famiglia. Tutti insieme e per una volta lontani dal clamore delle battaglie e dai contorti intrighi della corte. Il silenzio della fertile campagna che circonda la proprietà è rotto solo giocosamente dalle risa e dai giochi dei bambini, quasi a ribadire che un’altra e diversa vita potrebbe finalmente trionfare.

Cinzia Tani, giornalista e scrittrice, è inoltre autrice e conduttrice di programmi radiotelevisivi. Nel 2004 è stata nominata Cavaliere della Repubblica per meriti culturali. Ha pubblicato fra l’altro per Mondadori: Assassine (1998), Coppie assassine (1999), Nero di Londra (2001), Amori crudeli (2003), L’insonne (2005), Sole e ombra (2007, premio Selezione Campiello), Lo stupore del mondo (2009), Charleston (2010), Io sono un’assassina (2011), Il bacio della dionea (2012), Mia per sempre (2013), La storia di Tonia (2014), Il capolavoro (2017), Figli del segreto (2018), Donne di spade (2019), rispettivamente primo e secondo volume della trilogia “Il volo delle aquile”.

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Una risposta a “Amanti e rivali” di Cinzia Tani (Mondadori)

  1. eleonora zizzi ha detto:

    Libro interessante! Grazie per il consiglio!😊

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