“Il nome della madre” di Roberto Camurri (NN Editore)

Il nome della madreSul comodino della Rambaldi

Roberto Camurri – Parma – Il suo precedente romanzo A misura d’uomo ha vinto premi ed è stato tradotto in Olanda e Spagna. In nome della madre è il suo secondo romanzo.

Corse anche quel pomeriggio, col sole che cadeva, che illuminava le nuvole e profumava tutto di tranquillità. Lei non era mai pronta per lui, non si faceva mai trovare alla finestra ad aspettarlo, c’era Ester, i capelli sempre pettinati, gli occhiali spessi e grandi, il sorriso tirato, che respingeva. Ester teneva le mani incrociate sopra il davanzale senza fiori. Guardava Ettore arrivare da lontano, frenare prima della curva che immetteva in quel quartiere di palazzi uguali e verdi. Lui restava sempre in macchina, parcheggiava al centro del piazzale, aspettava e aspettava, lei aveva sempre un’attenuante, un qualche intralcio che le impediva di essere puntuale. Lui non si spazientiva, non gli veniva la smania, la rabbia, stava lì a fissare il portone di vetro del condominio finché non la vedeva scendere le scale, finché non vedeva prima i piedi e poi le gambe e poi finalmente tutto il resto. Ogni tanto gli prendeva il pensiero che non l’aveva mai sentita ridere davvero, una cosa che lo metteva a disagio, che gli lasciava addosso un’insicurezza mai provata. Aveva paura che lei non lo amasse”

Fabbrico, è il triste paesino perso nella pianura padana dove Ettore, dopo l’inspiegabile abbandono della moglie, si vede costretto a tirar su da solo il figlio Pietro.

Dopo il parto l’ama ancor di più, anche se la sente distante soprattutto col bambino. Di notte quando Pietro piange la spinge ad alzarsi ma lei non si decide a prenderlo in braccio.

È stanca, forse malata.

Allora Ettore si offre di portarlo con sé per qualche giorno in montagna per lasciarla riposare.

Nonostante il distacco, il bambino non sembra nemmeno avvertire la mancanza della madre.

Ma quando lei se ne va per sempre, Ettore, non riesce a dimenticarla.

Festeggia il primo compleanno di Pietro dai suoceri, che si premurano di far sparire tutte le foto della figlia dalle cornici di casa, come se non esistesse più nemmeno per loro. E quando Pietro rischia di soffocare per un nocciolo di ciliegia, la prontezza della nonna lo salva. Da quel momento Ettore sa di poter almeno contare su di loro.

Rivanga il passato ripensando a quando andava a prenderla a Guastalla. A quando tardava, facendolo aspettare con scuse sempre diverse e a quando le aveva proposto di sposarla e lei aveva accettato senza entusiasmi.

Per lei ha tenuto i baffi che le piacevano tanto e per sentirla vicina riguarda ancora le foto del matrimonio e accarezza la sua camicia da notte. Lei continua a mancargli nonostante tutto.

Perché l’ha fatto e dov’era andata?

Il vuoto creato dall’abbandono della madre segnerà per sempre anche la vita di Pietro, che da adulto vivrà con timore e difficoltà l’amore per Miriam.

Aspetterà quelle che saranno ore, guarderà il giorno diventare sera. Aspetterà l’aprirsi di quella porta. Avrà voglia e paura di vedere suo figlio, di vedere lei”.

Un romanzo delicato, intimo e famigliare con descrizioni attente che si fa amare fino all’ultima pagina.

Paola Rambaldi

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Una risposta a “Il nome della madre” di Roberto Camurri (NN Editore)

  1. eleonora zizzi ha detto:

    Grazie per il consiglio!😊

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