“DOVE CROLLANO I SOGNI” di BRUNO MORCHIO (RIZZOLI)

Dove crollano i sogni (Nero Rizzoli) eBook: Morchio, Bruno: Amazon ...#Grandangolo di Marco Valenti

“Dove crollano i sogni” è l’ultimo romanzo del genovese Bruno Morchio, padre letterario dell’investigatore Bacci Pagano, personaggio a cui sono particolarmente legato e che seguo sin dal suo esordio sui romanzi editi dai Fratelli Frilli. Sono intimamente legato al buon Bacci Pagano al punto di riuscire a perdonargli tutto, anche la fede genoana. Morchio però questa volta lascia in panchina il nostro amato investigatore e ci racconta un’altra amarissima storia nera e che ha come protagonista la diciassettenne Blondi e la sua voglia di continuare a sognare.

A Genova c’è il mare, ma non è quello che guarda alla Corsica e che separa la mia amata La Spezia da Ventimiglia. È un altro mare. È quello in cui solo gli squali sopravvivono. A discapito tutti gli altri pesci. È un mare dove non ci sono speranze, e sono solo i più scaltri che riescono a nuotare più a lungo. Blondi è uno di questi pesci. E nuota a qualunque costo. Mentre gli altri si limitano a galleggiare lasciandosi spingere dalle correnti.

Siamo nell’estrema periferia cittadina, dove il cemento la fa da padrone e non consente a nessuno di sognare un domani diverso da quell’oggi che tiene intrappolati giovani e meno giovani a esistenze di privazioni e rabbia sociale. Blondi e la madre vivono alla Certosa, in val Polcevera, dove “tutto è così triste e squallido, un paesaggio dove il cielo è di un azzurro moscio, la luce è sporca, il sole non scalda il cuore e i fiori non riescono a sbocciare”. Dove un tempo sorgeva uno dei distretti industriali più importanti di Genova, da cui non riesci a vedere il mare, nel quale oggi le persone campano tra i capannoni dismessi all’ombra del grande ponte. Ma soprattutto dove hanno perso “il diritto di cercare la felicità”.

Morchio traccia un ameno spaccato della gioventù odierna raccontando la quotidianità di ragazzi che hanno smesso di cercare un domani differente e si sono adagiati alla vita del quartiere e a quel poco o niente che viene offerto loro. Troppo giovani per pensare da adulti e troppo poco motivati, annientati nel loro ardore tardo adolescenziale dall’assenza di esempi famigliari che possano dare loro spinta o intercettarne gli errori.

Quello che manca loro è la voglia di libertà, di andare oltre l’uscita del fine settimana in centro. Si sono adeguati all’assenza di prospettive e vivono il quartiere come fosse l’unico mondo possibile. Nuotano nei meandri di una società al limite, dove tutto è giustificato, anche il comportamento più abietto, in nome di un’assenza di moralità che non scandalizza più nessuno.

Blondi pare essere l’unica che sa guardare oltre l’orizzonte del bar ed è disposta a tutto pur di riuscire a ritagliarsi un’esistenza che non sia quella della madre single, operatrice sanitaria all’ospizio, ma soprattutto triste alcolista. È lei l’unica che “non si rassegna ad invechiare senza aver vissuto” e al “guardare di nascosto gli altri che si godono la vita”. Sfacciata al punto di sacrificare tutto e tutti, in primis il suo ragazzo, pur di riuscire ad arrivare al proprio obiettivo, Blondi è una figura tanto affascinante e bella fuori quanto marcia e putrescente dentro.

Ciò che colpisce, come detto, è proprio l’assenza di stimoli di questa generazione cui siamo riusciti a rubare anche i sogni. Una generazione senza futuro ma anche senza presente, che si crogiola nel nulla di cui abbondano le giornate trascorse tra il bar e qualcosa da inventarsi per arrivare a sera, dove si respira “un’aria ferma, umida di maccaia, cielo coperto e una gran puzza di smog” perchè Certosa “anche senza sbirri e spacciatori in giro, resta un quartiere di merda. Blondi dimenticherà in fretta tutto questo, dimenticherà soprattutto ogni tipo di scrupolo pur di scappare per riprendersi la speranza. Ma a che prezzo?

“Dove crollano i sogni” è un romanzo amarissimo che ci racconta come ci sia ancora chi “all’ombra del ponte c’è chi è disposto a tutto per fuggire” soprattutto quando “non hai conosciuto altro che sacrifici e rinunce, e finisci per schifare la vita e odiare la speranza. La bellezza e la felicità ti spaventano, non fanno per te, e il solo modo per non sentirne il richiamo è mangiare a pranzo e cena pane e rassegnazione”. Blondi non ha più intenzione di sedersi a questo banchetto e ci trascina nel suo progetto, siamo disposti ad aiutarla a fuggire?

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