“Piccola città” di Silena Santoni (Scrittori Giunti)

Piccola città - GiuntiSul comodino della Rambaldi

Silena Santoni – Firenze – Ha insegnato Lettere nelle scuole medie e superiori. Recita, scrive brani e adattamenti teatrali per la compagnia Katapult. Una ragazza affidabile è il suo romanzo d’esordio.

Ilaria voleva un figlio. E un cane. È così che si sarebbe sentita realizzata.” Colpito. Farfuglio.

Non si rendeva conto, Ilaria non si sarebbe mai accontentata di una vita mediocre”.

La vita, Folco, è piena di tempi morti e di persone mediocri. Ma i tempi morti non sono sempre inutili e le persone mediocri non sono necessariamente insignificanti. In fondo anche tu hai rinunciato a una grande carriera.” Affondato. Non replico.

Per la prima volta sono io a controllare l’orologio e, anche se mancano quasi dieci minuti al termine della seduta, mi alzo e m’incammino in silenzio verso la porta”…

Si può scendere a patti quando il mondo crolla?

Folco Fantechi ha più di 50 anni, colleziona palle di neve e ha un sogno ricorrente: bussano mentre è in camerino a guardarsi allo specchio. Tra 5 minuti si va in scena. Si alza, ma non riesce a trovare il cappello da Cirano e si sente invadere dall’angoscia.

Cirano non può esistere senza il suo cappello col pennacchio.

Folco è stato un attore di successo bello e adorato dalle donne, fino a che non è rimasto vittima di un incidente stradale che l’ha lasciato zoppo. Non potendo più contare sulla sua fisicità si è lasciato andare, abbandonando la carriera per insegnare recitazione in teatri di second’ordine. Tenendosi alla larga da qualsiasi coinvolgimento affettivo.

Questo fino a che non conosce la travolgente, bella e talentuosa Ilaria – attrice – 30 anni.

Quando la incontra sta ancora cercando la sua protagonista femminile e Ilaria è libera e disponibile. Da quel primo incontro diventano inseparabili e ci saranno tante prove teatrali e tante notti d’amore.

La compagnia recita un testo di Folco intitolato Piccola città che racconta la storia di una piccola cittadina toscana negli anni ’80, fatta di gente comune e Ilaria diventa la sua attrice protagonista.

Con lei potrà finalmente ambire a palcoscenici importanti. Sarà il suo risarcimento a un destino da storpio.

Ma è una felicità di breve durata.

Un’agghiacciante scoperta lo spinge a farle fare le valige. Non la vuole più vedere. Una mattina se la lascia alle spalle senza voltarsi per rifugiarsi nel solito bar. Non sa ancora che quella litigata sarà l’inizio di una catastrofe. Ilaria, disperata, lo raggiunge nel tentativo di recuperare e lui la scaccia malamente proprio mentre in città sta succedendo qualcosa di orribile.

Gente in fuga da un fumo denso che fa lacrimare gli occhi. Arrivano le prime ambulanze e Folco pentito si precipita a cercarla. Possibile che sia finita anche lei in quel finimondo?

E la cerca disperatamente fino a che non la trova morta, schiacciata contro un muro.

Intanto la notizia della strage fa il giro del mondo e i due attentatori vengono uccisi dalla polizia.

Quando Folco rincasa resta tutto il giorno in poltrona a bere birra e si sente in colpa per la sua morte.

Da lì in poi si troverà nuovamente a fare i conti con la realtà, lottando contro la sorte e contro se stesso. Il fido Adriano che si è sempre occupato di lui lo inciterà inutilmente a tornare al lavoro e a prendersi cura di sè.

Riuscirà a uscirne?

In teatro si muore e si resuscita ogni giorno, ma nella vita reale non ci sono repliche e il regista non ha alcun potere.

Una storia d’amore che si rivela un’atroce beffa del destino per un racconto di caduta e rinascita, descritto con sensibilità da un’autrice che sa come catturare il lettore.

Paola Rambaldi

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