“Inferno sulla terra” di Jim Thompson (HarperCollins Editore)

Inferno sulla terra eBook: Thompson, Jim: Amazon.it: Kindle StoreSul comodino della Rambaldi

Jim Thompson – Oklahoma – ha cominciato a scrivere romanzi molto giovane vendendo il suo primo racconto a True Detective quando aveva solo 14 anni. Ha scritto 29 romanzi e cosceneggiato Rapina a mano armata e Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick. Da molti suoi romanzi sono stati tratti dei film.

È morto in miseria a Hollywood nel 1977.

Scritto nel 1942 Inferno sulla terra, opera prima di Jim Thompson, non è un noir ma la storia della vita di tutti i giorni dello scrittore fallito Jimmie Dillon, che si adatta a lavori logoranti e mal pagati pur di sbarcare il lunario. Jimmie è un alcolista che ogni sera tracanna strani intrugli giamaicani a buon mercato, che il mattino dopo gli impediscono perfino di camminare.

Ogni giorno deve percorrere qualche chilometro per andare alla fabbrica di aeroplani dove svolge un lavoro amministrativo ed è perennemente scontento.

Ha una moglie, una madre e tre figlie da mantenere: Jo di 9 anni, Shannon di 4 e Mack di 2.

Il mestiere dello scrittore non dà da vivere ed è costretto a lavori pallosi con colleghi noiosi e a giornate di un grigiore insopportabile che lo vedono rassegnato a combattere le avversità a testa bassa in attesa di superare il suo blocco creativo. Jimmy Dillon è il tipico uomo comune che ogni americano non vorrebbe mai essere.

La moglie ha comprato le scarpe ai bambini anziché pagare l’affitto e adesso non sanno cosa raccontare alla proprietaria quando passerà a incassare. Non hanno i soldi nemmeno per la spesa, lesinano sui pasti.

Così beve per non pensarci e mentre va al lavoro cade, viene urtato dalle auto, si rialza e si trascina.

Nessuno che gli dia un passaggio e ogni giorno si presenta in fabbrica in condizioni pietose.

Gli altri lo degnano a malapena di uno sguardo, ognuno chiuso nelle proprie grane e nella propria indifferenza.

Promette alla padrona di saldare l’affitto a fine settimana quando lo pagheranno, per poi apprendere che lo pagheranno solo la settimana successiva. E la disperazione è tale che dopo la nascita dell’ultima figlia, nel terrore di averne altri, si è fatto vasectomizzare da uno scalzacani girando dolorante per settimane.

E dopo 5 settimane in fabbrica le cose vanno sempre peggio, riuscirà a rialzarsi?

Stavano piangendo tutti… persino Jo e Mack. E stavamo tutti pensando. Una bambina di quattro anni, chiusa in quell’armadio al buio. Una bambina che non era mai stata desiderata – e che, me ne accorgo solo ora, sapeva di non essere mai stata desiderata – che ora tentava di rendersi desiderabile; combattendo fino all’ultimo con un’arma che aveva sempre sdegnato di usare. Cercando di rendersi carina. Pensai alla sua furia, a come aveva combattuto, grazie al suo disperato e animale istinto di sopravvivenza, contro l’abbandono e l’indifferenza… e pensai a quanto, durante quei quattro anni che era stata con noi, doveva aver pianto nel profondo del cuore…”

Un romanzo d’introspezione psicologica e spietata critica al sogno americano, incredibilmente moderno se si pensa che è stato scritto negli anni 40.

Un esordio, con molto di autobiografico, ancora lontano dai noir che lo renderanno famoso in seguito.

Il suo primo capolavoro arriverà solo dieci anni dopo con L’assassino che è in me.

Un’esistenza segnata da alcol e droghe che gli ha permesso di definire alla perfezione i suoi sbandati con descrizioni sempre nette, taglienti e mai banali.

Jim Thompson si lasciò morire di fame dopo un ictus che lo colpì nel 1977. Al suo funerale c’erano meno di trenta persone e in punto di morte pare abbia detto alla moglie: devi solo avere pazienza, dieci anni dopo che sarò morto diventerò famoso.

Un autore che ha lasciato il segno.

Paola Rambaldi

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