“Psychokiller” di Paolo Roversi (SEM Editore)

Sul comodino della Rambaldi

Paolo Roversi – Milano – Scrittore, giornalista e sceneggiatore – collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per serie televisive. I suoi romanzi sono tradotti in 8 lingue e dai suoi libri sono tratti spettacoli teatrali e cortometraggi. Con Solo il tempo di morire ha vinto il Premio Selezione Bancarella e il Garfagnana in Giallo 2015. Con SEM ha pubblicato anche Addicted che presto diventerà un film.

Milano. Il commissario Diego Ruiz indaga su una curiosa rapina. Hanno rubato 4 milioni in una banca che offre servizi per Istituti di credito. Una banca per banche per intenderci. Una rapina facile. Quattro impiegati, niente piantoni, né accortezze. Erano in attesa di un portavalori e hanno aperto a due guardie giurate che hanno puntato le pistole in faccia al direttore ripulendo tutto, dopo aver rinchiuso il personale nel bagno. La rapina è stata scoperta dalle vere guardie giurate arrivate di lì a poco. Le telecamere hanno ripreso un paio di uomini bardati di barbe e baffi finti. Il sospetto di una talpa all’interno dell’Istituto è forte e Ruiz parte già maldisposto interrogando il personale senza smettere di fumare le sue Camel morbide. E se in banca non si può fumare se ne frega. Ruiz, alcolista e fumatore, conduce da tempo una vita al limite e non si sente affatto in forma, anche se per fortuna il suo mal di testa va meglio: caffeina, nicotina e aspirina fanno miracoli sull’organismo di uno sbirro. Ma il suo lavoro non è finito lì.

Hanno appena trovato il cadavere di una donna in un cassonetto e l’assassino gli ha indirizzato una busta contenente il filmato dello strangolamento, accompagnato da un biglietto dove lo invita a catturarlo entro 7 giorni, dopo di che sparirà. Le immagini mostrano gli ultimi istanti di vita della cinquantaseienne Angela Fontana di professione giudice del tribunale. Ma perché mandare il filmato proprio a Ruiz?

Qualcuno che ha sbattuto in galera in passato ce l’ha con lui?

Di sicuro l’assassino sembra avere una gran fretta e quella non sarà l’unica vittima.

Sorridi, stronzo, che la polizia ti guarda” sibila il carnefice con la voce distorta da un apparecchio elettronico mentre strozza la sua vittima prima di spegnere la telecamera.

Intanto la questura chiede aiuto alla profiler Gaia Virgili per investigare sul tale che ammazza donne sole in pieno giorno, che già chiamano l’Ammazza Milf. Gaia da tre anni lavora alla UACV, Unità di Analisi del Crimine Violento di Roma. Dopo una laurea in giurisprudenza, un master in criminologia forense e un corso di tre mesi a Quantico, è stata assunta alla scientifica. E fino ad oggi le hanno affidato solo perizie di casi a basso profilo, come il corpulento detenuto di Regina Coeli a cui l’avvocato aveva consigliato di fingersi Asperger, che è riuscita a far sbroccare prima di sistemarlo a colpi di Aikido.

Finalmente con questa missione a Milano potrà dimostrare le sue vere capacità. Il killer delle donne sole è un uomo instabile e vendicativo. Ma cosa si nasconde davvero dietro tutto questo?

Al lettore non verranno lesinati colpi di scena, soprattutto sul finale.

Si tratta di una serie di omicidi che da un paio di settimane avvengono nell’hinterland milanese a un ritmo inquietante. La stampa l’ha soprannominato il caso del…”

Del killer delle donne sole!”

Esatto vedo che lo conosci già. Ottimo. Anche se, in effetti, lo possiamo catalogare come serial killer solo da tre ore.” Gaia recita nella sua testa la definizione di Robert Ressler, l’agente dell’FBI che nel 1970 coniò il termine “serial killer” a indicare “Qualcuno che ha ucciso in almeno tre occasioni, con quello che possiamo chiamare un periodo di pausa in mezzo ognuna”.

Quindi le vittime ora sono diventate tre?”

Si, ha colpito stamattina…”

Un thriller dove niente è come appare. Duecento pagine intense che non deluderanno i lettori di Paolo Roversi che sono davvero tanti.   

Paola Rambaldi

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