“L’ORCO INVISIBILE”

Racconto di Francesca Loleo (19 marzo 2020)

 

C’era una volta un bambino di nome Matteo, frequentava la seconda primaria e non amava tanto la scuola, a dirla tutta era pure un po’ birichino.

Intendiamoci, i suoi compagni gli piacevano, durante l’intervallo si divertiva e le maestre in fondo non erano male, ogni tanto lo facevano pure ridere, ma restare a scuola per tutte quelle ore, dover fare dettati, operazioni ed esercizi per ogni materia non era proprio il suo massimo. Poi dopo la scuola c’era la piscina, la palestra, il catechismo e le lezioni di inglese e le partite di calcio la domenica… insomma: desiderava stare un po’ in casa, dormire guardare la tv o semplicemente annoiarsi.

Disegno di Giuditta

Un giorno di febbraio alla Tv cominciarono a dire che in Cina c’era un orco cattivo, invisibile che andava a caccia di persone e in particolare di nonni. Matteo si preoccupò un po’, ma la Cina era così lontana, Si sentiva al sicuro dall’altra parte del mondo. Passarono i giorni e Matteo sentiva mamma e papà parlare dell’orco, a quanto pare si era spostato e si stava avvicinando. Quello che faceva paura a tutti è che l’orco non si poteva vedere, era proprio invisibile e poteva impossessarsi delle persone e passare da una all’altra attraverso il solo respiro. Passarono pochi giorni e le scuole chiusero per paura che l’orco arrivasse tra i bambini. Matteo era contento, aveva un po’ paura dell’orco ma finalmente poteva fare quello che voleva.

Pensava tra sé e sé che tutti i suoi desideri si erano avverati in un sol colpo: nessuna sveglia alla mattina, qualche compito, ma nulla in confronto a quello che faceva tutti i giorni a scuola, poteva giocare con i tablet, guardare i cartoni e all’inizio poteva anche uscire e giocare con i suoi amici.

Arrivò marzo e i grandi, quelli che ci governano, dissero che le scuole dovevano continuare a rimanere chiuse. Matteo brindò con un bicchiere di gassosa all’orco pensando che non era poi così male che girasse in Italia. Dopo qualche giorno venne detto a tutti i cittadini che l’orco era dappertutto e che tutti dovevano restare in casa e non uscire proprio più. Non si poteva giocare con gli amici, vedere i nonni e neanche uscire a giocare nei cortili o al parco giochi o andare in piscina. Cominciarono a stare male persone, alcuni più sfortunati venivano rapiti dall’orco invisibile. Matteo iniziò ad avere paura, ma anche a sentire il bisogno di uscire. Stava arrivando la primavera, le belle giornate di caldo e sole e lui guardava fuori dalla finestra le strade vuote e tristi, Passavano i giorni e Matteo incominciò a pensare che lo odiava questo orco perché gli aveva tolto la libertà e faceva male ad alcune persone che conosceva o a cui voleva bene. Un giorno pianse pure maledicendolo persino in una lingua simile all’inglese. Un giorno in cui era proprio triste Matteo si sentì chiamare da sotto una cassettiera…. “Matteo, pssss Matteo vieni giù!”. Matteo si sdraiò e vide un minuscolo omino, fatto come noi ma piccolo piccolo per davvero, con un berettino in testa tutto giallo.

L’omino disse a Matteo: “Sono lo gnomo che protegge la tua casa, di solito non mi faccio vedere, ma ti ho visto tristissimo così mi sono fatto coraggio e sono uscito per dirti una cosa importante”

E cosa mi vuoi dire gnomo?” disse Matteo?

Io vedo nel futuro e vorrei dirti che tutto questo finirà. Grazie alle persone che come te stanno in casa l’orco non troverà più nessuno e se ne andrà. Voi tornerete ad uscire ad abbracciarvi, ad andare a scuola, a giocare sulla spiaggia e rivedrai i tuoi amici e tutte le persone che ora ti mancano. Non perdere la forza e la fiducia. Tutti insieme sconfiggeremo l’orco, devi solo avere pazienza”

Poi così come era arrivato, lo gnomo con una corsa fuggì e si nascose sotto al battiscopa, era così piccino che avrebbe potuto nascondersi ovunque.

Matteo aspettò per tanti giorni, senza mai dimenticare le parole dello gnomo e finalmente, come aveva detto lui, un bel giorno alla Tv dissero che si poteva uscire e tornare piano piano alla vita di prima.

Matteo imparò che la scuola non era poi così male e che tutti i suoi impegni erano divertenti. Imparò che ridere con un compagno o un amico era bellissimo e giocare con la sabbia e correre su un prato era fantastico. Quando rivide le sue maestre commosse per la gioia di rincontrare lui e i suoi compagni giurò che si sarebbe comportato meglio di prima, che avrebbe studiato senza fare i capricci e che avrebbe apprezzato ogni giornata della sua vita.

***

Francesca Loleo in una foto di Gianluca Russo.

Francesca Loleo è nata in Provincia di Genova, dove vive. Laureata in geografia, docente del Miur nella scuola primaria, mamma, moglie, lettrice da sempre per passione e per legittima difesa ha fondato il gruppo facebook “Libri, chiacchiere caffè e tè” che da qualche anno è diventato un’Associazione culturale di cui è Presidente.

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Una risposta a “L’ORCO INVISIBILE”

  1. Ivana Daccò ha detto:

    Bello! E, come ogni bella fiaba per bambini, è importante indirizzarla soprattutto ai “grandi”.

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