“Addio – Piccola grammatica dei congedi amorosi” di Carola Barbero (Marietti 1820)

Risultato immagini per "Addio – Piccola grammatica dei congedi amorosi" di Carola BarberoSul comodino della Rambaldi

Carola Barbero – Docente di Filosofia del linguaggio e di Filosofia della letteratura – ha pubblicato: Filosofia della letteratura, L’arte di nuotare, Attesa, Significato. Dalla filosofia analitica alle scienze cognitive e La porta della fantasia.

Io vivrò, senza te, anche se ancora non so, come io vivrò. Io senza te, solo continuerò, e dormirò, mi sveglierò, camminerò, lavorerò, qualche cosa farò, qualche cosa farò, si qualche cosa di sicuro io farò (Lucio Battisti – 1968)”.

Le storie cominciano con un incontro e a volte si trasformano nelle passioni travolgenti che almeno una volta nella vita abbiamo provato tutti.

Ma vale davvero la pena mettere le nostre vite nelle mani di qualcun altro?

Perché i legami si logorano, le storie finiscono e l’addio non sarà solo una parola ma qualcosa di pensato e definitivo da fare.

Perché non si può semplicemente accettare il cambiamento, l’inevitabile fine, e provare a dire addio?

A volte vorremmo chiudere una relazione ma non ci riusciamo. Lasciarsi non è facile e questo libro esamina quarantanove passaggi riguardanti il tema della separazione.

Quarantanove frammenti che prendono spunto da cinema, letteratura, filosofia e storia con l’intento di analizzare l’addio.

Marguerite Yourcenar definiva l’amore un castigo. Una punizione per non essere stati capaci di restare da soli. Perché quando le nostre storie finiscono inevitabilmente soffriamo. L’elaborazione del lutto è più facile a dirsi che a farsi e dire addio è una delle cose più difficili.

Lasciarsi dà angoscia. Facciamo scenate, diventiamo pazzi se non capiamo, ma dovremmo smettere di ingannarci con false aspettative.

D’ora in avanti non saremo più una coppia.

Il rapporto è finito da un pezzo anche se non osiamo dircelo. Restano solo colpe da attribuire, scenate e bisogni inappagati.

Ma i suoi baci ci mancheranno e allunghiamo delusi la mano nel letto senza trovarlo.

Abbiamo voluto ignorare comportamenti che cambiavano. Ci siamo raccontati che sarebbe durata per sempre e che non ci saremmo mai lasciati. Siamo ancora impastati di ricordi e rimpianti. Fatichiamo a ritrovare il nostro equilibrio. Ricordare i momenti felici diventa insopportabile. Mettiamo occhiali scuri per nascondere il pianto, odiamo per il dolore che ci ha procurato e sembra impossibile pensare che non ci amerà più.

Pensiamo che non ci ha mai capiti, quando non ci siamo mai capiti nemmeno noi.

La verità fa male, come fa male la paura di restare da soli.

L’addio è un maniglione antipanico da abbassare per andarcene e là fuori c’è una rinascita che ci aspetta.

Scrivere è un modo di vivere, per noi con i cuori trafitti e gli occhi stanchi, forse non è che un modo di vivere questo amore, per l’ultima volta. Prima di lasciarlo andare”.

Un vademecum degli addii in cui ritrovarci e riflettere.

Paola Rambaldi

Questa voce è stata pubblicata in recensioni: sul comodino della Rambaldi, Uncategorized e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...